Chiudono ancora positive positiva le Borse europee, in assenza di fattori negativi in grado influenzare gli operatori.

Il Dax di Francoforte segna +0,4%, il Cac 40 di Parigi +0,6%, solo il Ftse 100 di Londra termina in flessione, – 0,2%, penalizzato dal rafforzamento della sterlina dopo i dati sull’inflazione del Regno Unito, dove l’indice dei prezzi al consumo ha registrato in agosto un aumento superiore alle stime degli analisti (+0,6% m/m, +2,9% a/a e +2,7% il Cpi core), contribuendo al recupero della sterlina.

Positiva anche Milano, con Ftse Italia All-Share a 24.536,70 punti (+0,45%) e Ftse Mib a 22.233,40 punti (+0,45%).

A Piazza Affari bene soprattutto il comparto bancario, agevolato dal rapporto di Bankitalia del mese di luglio che evidenzia un netto calo degli npl. Spiccano Unicredit (+3,1%), Bper (+3,1%), Banco Bpm (+3%) e Ubi (+2,15%). In rialzo anche Saipem (+2%), Fineco (+1,6%) e Poste Italiane (+1,5%). Sale anche Banca Carige (+2,5%), alla vigilia del cda che esaminerà il piano industriale. Continua l’ascesa del titolo di Fincantieri, che ieri ha annunciato una nuova commessa da parte di Carnival da 310 milioni di euro e oggi ha firmato, attraverso la controllata Vard Holdings limited, un contratto con la società armatrice australiana Coral Expeditions per la progettazione e la costruzione di una nuova nave da crociera di lusso di piccole dimensioni.

La moneta britannica ha raggiunto i massimi di un anno nei confronti del dollaro in area 1,328, mentre il cross con l’euro è tornato in area 0,90. Poco mosso l’euro/dollaro a 1,197, mentre continua la risalita del cambio dollaro/yen che buca al rialzo quota 110.

Tra le materie prime il petrolio scambia frazionale rialzo dopo il report dell’Opec che evidenzia i progressi ottenuti grazie ai tagli alla produzione e parla di “riequilibrio del mercato in corso”. Brent e Wti quotano rispettivamente 54,3 e 48,3 dollari al barile.

Vendite diffuse sull’obbligazionario, dove lo spread Btp-Bund resta poco mosso in area 161 punti base ma il rendimento del decennale italiano risale oltre il 2 per cento.

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