Il 5 agosto il lago del Brugneto ospitava circa 16 milioni di metri cubi d’acqua su circa 25 di capienza massima, mentre i laghi del Gorzente avevano ancora una disponibilità di 4 milioni di metri cubi su circa 7 di capienza (per avere l’equivalente in litri occorre moltiplicare per mille la cifra), lo riferisce oggi il Gruppo Iren a Bj Liguria. L’8 agosto la capienza è di 16,2 milioni per il Brugneto (il 64%) e di 3,6 milioni per il Gorzente (57%).

Una riserva che può far stare relativamente tranquilli, visto che altre regioni sono messe peggio, ma che, se non ci saranno piogge consistenti, potrebbe scendere molto rapidamente. Il motivo di questa “tranquillità” non deriva soltanto dalla particolare conformazione della Liguria e dalla ricchezza di falde, ma da una serie di investimenti da parte del Gruppo Iren che, attraverso Ireti, si occupa della rete di distribuzione idrica dell’area genovese.

«Per ora non possiamo lamentarci – dice Daniela Segale presidente del Parco dell’Antola – anche se due anni consecutivi di assenza di neve invernale si fanno sentire. Ogni tanto qualche temporale ha attenuato la carenza di acqua, ma siamo consapevoli che a livello vegetativo c’è un po’ di sofferenza. Dal punto di vista delle colture sul nostro territorio non c’è necessità di grandi quantità d’acqua».

Il sistema di interconnessioni sviluppato dal Gruppo Iren ha permesso di sfruttare tutte le fonti di approvvigionamento come pozzi, acquedotti, sorgenti e prese superficiali durante i periodi più piovosi, non utilizzando il Brugneto, che è invece diventato la principale fonte di acqua potabile per quanto riguarda l’estate. Grazie a tale sistema è stato possibile fornire alla città di Piacenza 4 milioni di metri cubi d’acqua necessari per affrontare l’emergenza siccità.

La situazione del Brugneto, confrontata con gli anni scorsi, non è particolarmente anomala.

Se Genova è ancora in una situazione tranquilla, a Imperia per esempio (provincia tradizionalmente meno piovosa), la siccità prolungata ha indotto il sindaco a chiedere la massima collaborazione da parte di tutta la cittadinanza, per un utilizzo responsabile dell’acqua potabile (in questo caso la gestione è di Amat). “In particolare – si legge in una nota – si segnala che il livello della falda continua a diminuire in maniera preoccupante. Per questo motivo si invitano le utenze ad una maggiore e più responsabile sensibilizzazione della risorsa idrica, limitata a esigenze connesse al consumo umano, alimentare e per l’igiene personale”.

La Liguria, occorre tenerne conto, aumenta di gran lunga la popolazione nel periodo estivo, vista la grande quantità di seconde case, di conseguenza il consumo d’acqua si impenna.

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