Confagricoltura è preoccupata per la siccità e sta attendendo l’esito della richiesta di stato di calamità naturale da parte della Regione Liguria.

«Ci siamo mossi da tempo – dichiara il presidente ligure di Confagricoltura, Luca De Michelis – affinché la Regione si attivi per richiedere lo stato di calamità naturale per viticoltura e olivicoltura. Anche la zootecnia sta risentendo di questa penuria di piogge con pascoli e foraggio fortemente danneggiati. Per la frutta i prezzi, che sono il termometro della situazione, ci indicano un’altra anomalia: troppa frutta, maturata in fretta e tutta insieme, al pari delle verdure, con la conseguenza di una sovra presenza sui mercati che giocoforza si trasformerà in mancanza delle stesse nelle prossime settimane».

I dati citati da Confagricoltura Liguria sono allarmanti: meno 493,6 mm di pioggia caduti nei primi sei mesi del 2017 rispetto allo stesso periodo del 2016, La Spezia è la provincia maggiormente “a secco”. Segue Savona dove, secondo i dati raccolti dall’Istituto Nautico ed elaborati da Arpal, di mm di pioggia da gennaio a giugno ne sono scesi 266,2 in meno rispetto allo stesso periodo del 2016. A Genova si registrano -253,6 mm di pioggia rispetto all’anno scorso (dati del Centro Funzionale). Imperia, secondo i dati raccolti dall’Osservatorio meteo sismico, registra un -145 mm.

Proprio nello spezzino, segnala il presidente di Confagricoltura La Spezia, Carmelo Pangallo, «la cabina di regia del distretto di bacino, Arpal, Regione e Consorzio Canale Lunense, di concerto con Edison, proprietaria della diga di Teglia, ha deciso in via sperimentale di rilasciare circa 4-6 metri cubi al secondo dell’acqua trattenuta dalla diga per verificarne sia gli effetti sugli ecosistemi fluviali, sia per permettere al Consorzio di aumentare la disponibilità di acqua necessaria all’irrigazione dei campi, in primis per gli ortaggi».

La richiesta di Confagricoltura è anche di ammodernare la rete idrica: «Lo indica anche il Psr, per il quale l’Unione Europea chiede giustamente una pianificazione verso il risparmio idrico, dando nel contempo fondi per tali investimenti. Occorre incentivare il recupero delle acque piovane nelle singole imprese agricole, e ragionare su un riutilizzo agricolo delle acque rigenerate dai nostri depuratori».

Investimenti e pianificazione, dunque, secondo la Confagricoltura ligure perchè la siccità, in prima battuta, la si combatte non disperdendo l’acqua in quantità «così inimmaginabili e inaccettabili».

Il tema è anche un altro, ovvero il rischio sempre maggiore che queste alternanze di siccità e forte piovosità siano sempre più quotidiane e quindi anche in vista delle probabili forti precipitazioni autunnali bisogna passare come dice De Michelis «dalla cultura dell’emergenza a quella della prevenzione».

Per De Michelis un buon inizio sarebbe l’applicazione della normativa approvata dalla Regione Liguria nel luglio 2016. Si tratta di un’innovazione e un’opportunità per i Comuni di realizzare gli interventi strutturali e di manutenzione di propria competenza, riducendo gli oneri a carico dei propri bilanci. Secondo le nuove norme, i Comuni hanno la competenza sugli interventi di manutenzione dei corsi d’acqua e di rimozione dei sedimenti prevedendo, invece del pagamento diretto dell’appaltatore, la consegna del materiale estratto che potrà essere riutilizzato dall’azienda in questione.

«Si tratta di una notevole innovazione che deve essere però applicata – spiega De Michelis – l’obiettivo è di andare incontro alle esigenze dei Comuni sia di difesa del suolo che di risparmio».

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