«Se siamo ancora a dover combattere per fare arrivare i finanziamenti richiesti dalle nostre aziende la responsabilità è tutta del governo centrale in due anni non ha risolto le problematiche dell’Agea, l’Agenzia erogatrice dei fondi in agricoltura, e del Sian, il Sistema informativo agricolo, ormai in cronica impasse: per questo abbiamo deliberato, a inizio agosto, l’adesione al Siar, il sistema informativo agricolo della Regione Marche che servirà proprio a renderci indipendenti dal sistema nazionale, da due anni ancora in gran parte bloccato» Così Stefano Mai, assessore all’Agricoltura della Regione Liguria, torna sulla questione Psr dopo le polemiche sollevate ieri dalla Cia Liguria, Confederazione italiana agricoltori, e risponde alle accuse rincarate oggi dai consiglieri del Pd, che in un comunicato sottolineano l’ “immobilismo della giunta Toti che rischia concretamente di far perdere alla nostra regione i 19 milioni di euro di fondi comunitari del Piano di sviluppo rurale“.

Secondo la nota firmata dai consiglieri Raffaella Paita, Giovanni Barbagallo, Luigi De Vincenzi, Giovanni Lunardon e Juri Michelucci, “ad allarmare è soprattutto la totale impasse di questi mesi. Se al 31 marzo scorso la Liguria aveva speso appena il 2,64% del Psr e a giugno si è attestata al 2,66%, vuol dire che in tre mesi è stato speso soltanto lo 0,02% in più dei fondi europei per l’agricoltura: un disastro. L’Emilia Romagna, per esempio, è passata dall’8,96% di marzo al 10,40% di giugno (+1,44%); il Veneto dal 19,52% (marzo) al 22,46% (giugno: +2,94%) e l’Umbria dal 14,8% (marzo) al 16,74% (giugno: +1,94%)”.

«Regione Liguria ha già aperto bandi su oltre la metà delle sottomisure del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 per un importo complessivo pari al 74% delle risorse disponibili − ribatte l’assessore − Le richieste di sostegno raccolte sono circa 4.400: la Liguria è la terza Regione, tra quelle che fanno parte dell’Agea, per numero di domande presentate, dopo Sardegna e Calabria. I numeri dimostrano che non siamo di certo stati con le mani in mano in questi due anni, come vorrebbe far credere il Pd».

Sul tema si pronunciano anche i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle: “I nostri agricoltori locali – si legge in una nota firmata dal consigliere Marco De Ferrari – vanno difesi, innanzitutto permettendo loro di accedere ai sospirati fondi Psr che, per infinite odissee delle quali lo stesso assessorato è responsabile, risultano ancora oggi blindati e a quanto pare non arriveranno prima del 2018 (li stanno attendendo dal 2016…)”.

A sostegno del Pd interviene anche l’europarlamentare Brando Benifei: «Va ricordato che in questo periodo, nelle istituzioni europee di cui faccio parte, è in discussione il bilancio 2018 ed è iniziato il negoziato per il bilancio pluriennale post-2020: brutti esempi come questo, nel tavolo dei negoziati, pesano eccome quando si tratta di difendere e di confermare fondi fondamentali per i nostri territori».

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