L’Italia non cede, la Francia nemmeno, l’incontro di ieri sera a Roma sul caso Fincantieri- Stx tra il ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire e i ministri italiani dell’Economia, Pier Carlo Padoan, e dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, durata poco piu’ di mezz’ora, ha portato a un solo punto d’intesa: rimandiamo la discussione al 27 settembre, giorno del bilaterale di Lione con il presidente Emmanuel Macron e il premier Paolo Gentiloni.

Il nodo da sciogliere è il controllo del cantiere francese: Fincantieri ha acquistato dal gruppo coreano che controllava Stx France il 66,6% del capitale azionario e non intende rinunciarvi, il governo francese per impedire questa acquisizione ha esercitato il diritto d’opzione su Stx France, diventando il proprietario del 100% delle azioni.

Sui motivi che hanno spinto Macron a questa decisione traumatica si è molto discusso in questi giorni: sui giornali d’Oltralpe si sottolinea la preoccupazione di autorità e almeno parte dei sindacati sugli sviluppi occupaziuonali e sulla possibilità di trasferimenti di tecnologie militari alla Cina, con cui Fincantieri collabora in campo civile.

Le Maire ha spiegato che obiettivo strategico del governo francese è creare con l’Italia un “Airbus navale”, un colosso industriale mondiale in campo navale, civile e militare.

L’Italia è interessata ma Calenda ha ribadito: «per creare un grande gruppo occorre fiducia reciproca e la premessa è raggiungere una conclusione che rispecchi nella sostanza gli accordi gia’ presi su Stx»

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