Un’accelerata ai lavori già previsti dalla giunta precedente, chiedendo alla Regione Liguria di anticipare il Noi, acronimo di Nulla osta idraulico (da sei a tre mesi), per completare l’opera di pulizia entro l’autunno e l’aggiunta di alcuni interventi, a partire dal Varenna.

Questo in sostanza il piano straordinario annunciato dall’assessore alle Manutenzioni, lavori pubblici e vallate Paolo Fanghella. 1,6 milioni divisi in un piano straordinario da 1,2 che racchiude 21 interventi e una capitalizzazione da 439 mila euro, in cui ne sono inseriti altri 17, principalmente interventi puntuali di taglio di vegetazione.

Paolo Fanghella

Secondo il neoassessore l’opinione di chi sostiene che erba e alberi non siano pericolosi nell’alveo del torrente «è risibile», anche se ci sono studi che evidenziano come in realtà occorre temere maggiormente la vegetazione sulle sponde, come quello dell’Università di Firenze per conto della Regione Toscana (“La produzione di detriti arborei causata da erosione di sponda è molto probabilmente la condizione più favorevole per il fenomeno di accumulo di detriti arborei in alveo e che la composizione di accumuli decresce lungo il corso d’acqua allontanandosi dalla zona di erosione”). Tuttavia la particolare conformazione dei torrenti liguri con ponti e tombinature, è molto particolare e i tronchi possono ostruire spazi già ridotti a causa dell’intervento umano. Bisogna però considerare anche che soluzioni ritenute solitamente utili, come i dragaggi possono essere in realtà dannose, come aveva dichiarato a Bj Liguria il presidente dei geologi proprio nella parte finale di questo articolo.

È innegabile invece che l’eliminazione della vegetazione sia un modo efficace per allontanare gli animali selvatici come caprioli o cinghiali, che ormai hanno preso l’abitudine di stazionare lungo i greti dei torrenti.

Tuttavia a tenere banco durante la conferenza stampa, sono state le parole dell’assessore: prima afferma che «la giunta Doria per cinque anni non ha fatto nulla in questo senso» e poi ritratta: «non hanno previsto interventi organici, come abbiamo intenzione di fare noi», dimenticando che nello schema fornito si parla di interventi puntuali.

Fanghella ha dato qualche priorità: «ai rivi che hanno dato qualche problema in passato», citando Bisagno (l’operazione è in corso), Fereggiano, Chiaravagna e Varenna appunto.

Sarà il personale di Aster a occuparsene, anche se l’assessore confessa di non avere idea di quanti saranno e nell’occasione ribadisce che non ha alcuna intenzione di smantellare l’azienda: «l’ufficio progettazione è sottoutilizzato, in 16 hanno progettato solo per 6 milioni, uno studio normale (Fanghella è architetto ndr) vede due professionisti progettare per 3 milioni, per questo ho chiesto se potessero essere messi a disposizione per il servizio direzione opere pubbliche».

Un’altra idea, tutta da vagliare, arriva dal consigliere Antonino Gambino, che ha lanciato la proposta di consentire alle aziende edili di poter prelevare il materiale, ambito, dai torrenti, «potrebbe essere un buon modo per raggiungere l’obiettivo della pulizia risparmiando anche risorse», concorda Fanghella.

 

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