“Che sfida. Che onore. Mi mangeranno vivo. Un sacco di gente godrà se le cose andranno male. Accetto”.

Questo il messaggio che Luca Bizzarri scrive di aver mandato a chi ha chiesto di prendersi “un impegno così serio e coinvolgente come quello di assumere la residenza di Palazzo Ducale”.

Bizzarri rompe il silenzio con un post su Facebook, spiegando perché ha detto di sì: “alla fine di mille pensieri, per un motivo soltanto: perché sono genovese e qualsiasi genovese, davanti alla possibilità concreta di impegnarsi per la propria città, avrebbe detto sì“.

Secondo Bizzarri “Palazzo Ducale è la sala più importante e bella della nostra casa, soprattutto per merito di chi si è assunto la responsabilità di averne cura fino ad ora e per prima cosa tengo particolarmente a ringraziare Luca Borzani, che ha lavorato in maniera davvero egregia, sperando anche di trovare in lui preziosi consigli e la solidarietà di cui avrò bisogno in futuro per continuare a fare bene”.

L’attore e comico genovese scrive di partire per questa avventura “conscio dei miei limiti, convinto che se nella mia vita mi fossi fermato davanti a ‘forse questo non lo so mica fare’, non avrei fatto nulla delle cose che ho fatto e che mi hanno portato fino a qui”.

Sul futuro: “Userò la fantasia, l’esperienza che ho accumulato negli anni, la passione che mi lega a tutte le forme di spettacolo, intrattenimento e cultura e conterò su l’aiuto di tutti, a partire dal nuovo direttore che avrà le competenze specifiche a me mancanti. Palazzo Ducale continuerà a essere luogo di cultura, mostre e spettacoli, sarà la casa dei genovesi aperta anche a chi a Genova sarà ospite. Posso e voglio promettere entusiasmo ed impegno”.

I ringraziamenti: “Il Comune di Genova e la Regione Liguria che mi hanno proposto questa avventura, spero che avrò nel sindaco Bucci, nel presidente Toti (che continuerò a perculare, lo giuro) e soprattutto in Ilaria Cavo e Elisa Serafini degli alleati sicuri ed affidabili, così come spero di poter contare sull’appoggio e sulla critica costruttiva di chi ora è all’opposizione”.

La chiosa è di nuovo per la sua Genova: “La mia non è e non sarà una scelta di campo, ma semplicemente un impegno per partecipare alla crescita e al rilancio della città che amo. A Genova, troppo spesso, si gode più delle disgrazie altrui che delle proprie gioie. Io mi auguro che Palazzo Ducale sia una gioia di cui essere fieri tutti insieme”.

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