Investimenti per circa 32 milioni di euro, di cui oltre 11 a carico dei privati aggiudicatari della gara e 20 milioni a carico dell’Autorità di sistema portuale già in corso di realizzazione, oltre a una durata della concessione di 25 anni, sono queste le principali linee guida approvate dal Comitato di gestione dell’Autorità di Sistema portuale del Mar Ligure Occidentale, per l’assegnazione del servizio dei bacini di carenaggio, ponendo basi concrete per rendere più competitivo il settore delle riparazioni navali del porto di Genova.

Le linee approvate prevedono anche la riserva a servizio di interesse generale di almeno un bacino ciascuno per i due segmenti di mercato serviti nel porto di Genova (“Navi mercantili”, a cui saranno dedicati i bacini 3, 4 e 5 e “Yacht”, a cui saranno dedicati i bacini 1 e 2) e l’impegno all’assunzione del personale che opera alle dipendenze della società attualmente concessionaria, mantenendo i trattamenti economici e retributivi dell’attuale contratto di riferimento. In mattinata il presidente di Confindustria Giovanni Mondini aveva dichiarato “storico e fondamentale” questo momento di passaggio verso la privatizzazione.

Nei prossimi mesi verrà perfezionato e pubblicato il bando anche recependo eventuali ulteriori contributi delle parti sociali.

Sempre sul fronte industriale e occupazionale il Comitato, viste le nuove destinazioni d’uso dell’area nel frattempo approvate, ha condiviso la prossima pubblicazione dell’istanza presentata dalle imprese Società Cosmet di C. e M., Roggerone Snc, Cosnav Costruzioni Navali srl, Eurocontrol spa e Phase Motion Control spa per la concessione unitaria del compendio ex Piaggio con la previsione di investimenti per oltre 47 milioni di euro e un incremento occupazionale di 133 unità in parte assorbendo gli ex lavoratori Piaggio. Si tratta dell’avvio di un’importante procedura volta alla riconversione industriale di un sito produttivo di rilevanti dimensioni. Mondini in questo caso ha espresso qualche dubbio sulla clausola sociale: «Si tratta di attività poco affini a quelle precedenti, dovrebbe essere legata alla domanda e all’offerta».

Il Comitato ha condiviso all’unanimità la necessità di un approfondimento tecnico-giuridico sulle destinazioni d’uso e sugli aspetti gestionali del compendio “Rinfuse” che è stato interessato in questi giorni da molteplici istanze e osservazioni con l’obiettivo di pervenire comunque a breve a scelte operative idonee a risolvere l’attuale problema occupazionale nel rispetto delle norme e della tutela della concorrenza.

 

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