Ucina Confindustria Nautica apprende con favore della presa di posizione di Federagenti con Assorimorchiatori e Fedarlinea, che dopo alcuni mesi si allineano alla richiesta di chiarimenti sulla navigazione Altomare presentata all’Agenzia delle Entrate dalla stessa Ucina insieme ad Anpan a inizio maggio scorso”. È quanto si legge in una nota stampa dell’associazione delle imprese nautiche.

“Un peccato – commenta la presidente di Ucina Carla Demaria – che già allora non ci sia stata la forza e la volontà di essere stati coesi, visto che non c’erano divergenze sostanziali nei contenuti. Una più sollecita risposta agli interessi degli associati avrebbe aiutato a ottenere prima un risultato importantissimo e vitale per molto aziende. Tuttavia confidiamo che l’aggiungersi di queste importanti firme, ormai alla vigilia dell’emanazione della circolare chiarificatrice dell’Agenzia, sia un buon punto di partenza per proseguire insieme in futuro”.

“La posizione espressa da Federagenti con Assorimorchiatori e Fedarlinea – si legge ancora nel comunicato – sintetizza gli elementi più rilevanti dell’articolato documento che a maggio scorso era stato frutto di un lavoro congiunto fra i tecnici di varie Associazioni, ma che aveva poi trovato la finalizzazione delle sole Ucina e Anpan, che avevano aperto il confronto con l’Agenzia delle Entrate. La risposta, dopo il confronto tecnico e alcuni incontri con gli uffici dell’Agenzia, è attesa a brevissimo”.

Le richieste avanzate a maggio da Ucina.

La normativa sulla navigazione in “alto mare” è fondamentale per la competitività dell’intero cluster marittimo italiano. La normativa determina le modalità di applicazione dell’articolo 8-bis del dpr 633/72, che stabilisce il regime di non imponibilità Iva alle operazioni riferite alle “navi adibite alla navigazione in alto mare” per trasporto, linea, pesca, salvataggio e assistenza, navigazione commerciale da diporto. E poiché con il termine “operazioni” ci si riferisce tanto all’acquisto, quanto agli approvvigionamenti e ai rifornimenti, si capisce che da qui passa la vitalità della nostra economia marittima.

Il vicepresidente di Ucina con delega ai dossier fiscali, Maurizio Balducci, spiega: “Abbiamo lavorato nella direzione di adottare i criteri europei, cercando di impattare il meno possibile sulle nostre filiere. Nel predisporre il documento inviato all’Agenzia delle Entrate ci siamo confrontati con le altre associazioni interessate, da Confitarma a Federagenti, e confidiamo sulla loro condivisione dei contenuti, ma il 15 Maggio, con la stagione estiva ormai alle porte, abbiamo inviato all’Agenzia le nostre osservazioni insieme ad Anpan”.

Con la Risoluzione 2/E, l’Agenzia delle Entrate aveva stabilito che, per quanto attiene al regime di non imponibilità IVA, occorre riferirsi all’effettivo utilizzo e non più alla semplice abilitazione dell’unità. Quindi a navigazioni che includono le “acque internazionali”, con tratti al di fuori dal limite di 12 miglia nautiche misurate a partire dalla linea di base. Il criterio scelto è quello storico: per poter operare in esenzione nell’anno in corso, le unità devono aver compiuto nell’anno precedente viaggi commerciali in “alto mare” in misura superiore al 70% del totale dei viaggi commerciali effettuati.

Già a febbraio, marzo e poi in una articolata nota del 15 maggio scorso, Ucina e Anpan hanno chiesto alcuni chiarimenti all’Agenzia delle Entrate sui quali gli uffici dell’amministrazione finanziaria stanno lavorando da diverse settimane. In particolare hanno chiesto che: a) il nuovo sistema introdotto dalla Risoluzione 2/2017 vada a regime in maniera non retroattiva; b) si preveda una dichiarazione dell’armatore per tutti quei casi di “discontinuità” nei quali non sia possibile ricostruire un dato storico sull’anno precedente (unità in costruzione o nuova, o che ha cambiato armatore o noleggiatore, oppure la rotta di linea, ecc.); c) sia fissata una procedura di rettifica della fatturazione originariamente effettuata, senza applicazione di sanzioni qualora l’armatore o l’utilizzatore che abbia reso la suddetta dichiarazione successivamente comunichi che la condizione relativa all’effettiva navigazione in “alto mare” non è stata soddisfatta; d) i viaggi da prendere in considerazione siano solo quelli commerciali, escludendo posizionamenti e riposizionamenti; e) sia esplicitamente riconosciuto che le spese degli spostamenti dell’unità, ancorché estranei dal computo del 70%, in quanto funzionali all’attività commerciale rientrino comunque nel regime di non imponibilità (così come viene fatto in Francia);  f) con riguardo alla sussistenza della navigazione prevalente in “alto mare” (o alla relativa dichiarazione), si stabilisca la responsabilità dell’armatore e la non sanzionabilità del fornitore.

 

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