Dopo la pensione? La valigia. Perché di fronte alla prospettiva di assegni sempre più bassi, quasi due genovesi su tre (63%) si dicono disposti addirittura a trasferirsi all’estero per poter mantenere uno stile di vita simile a quello attuale e trovare un ambiente e servizi più adatti alla terza età, senza trascurare la possibilità di fare nuove, piacevoli esperienze. È il quadro che emerge dall’Osservatorio di Reale Mutua dedicato al welfare.

Secondo l’analisi, più della metà dei genovesi (52%) teme che la propria pensione non sarà sufficiente a mantenere un tenore di vita adeguato una volta usciti dal mondo del lavoro, e un ulteriore 24% vede molta incertezza all’orizzonte.

Fra i principali timori, quello di non poter sostenere le spese mediche di cui si potrebbe aver bisogno andando in là con gli anni (44%), o persino cadere in povertà assoluta (25%), non riuscire a dare sostegno economico a figli e nipoti (30%) e dover gravare economicamente sulla famiglia anche per le necessità quotidiane (20%).

Non si tratta solo di pessimismo. A gettare ombre sul futuro pensionistico degli abitanti di Genova sono anche le difficoltà del presente, a partire dal timore di imprevisti e spese straordinarie, che costringano a metter mano al portafoglio anzitempo (49%) o una generale difficoltà a risparmiare per la vecchiaia (43%). Preoccupano anche l’instabilità dello scenario economico (45%) e normativo (38%) del momento, e la precarietà del lavoro (31%).

Ma quali sono le misure di welfare a cui guardano i genovesi per integrare la pensione e prepararsi agli anni della vecchiaia? Più della metà degli abitanti di Genova (51%) punterebbe sulla previdenza complementare: di questi, il 54% con un fondo pensione, il 33% con un piano individuale di risparmio e il restante 13% stipulerebbe una polizza assicurativa. Ciò che conta, dicono i genovesi, è pensarci per tempo, fin da giovani (34%) o da quando si inizia la propria carriera lavorativa (37%).

Se il 39% dei genovesi investirebbe nel mattone, per il 21% la soluzione è tenere i soldi sul proprio conto corrente, mentre per il 23% la soluzione è investire i propri risparmi sul mercato finanziario.

Ma a chi si rivolgono i genovesi per farsi consigliare? Il 34% si muoverebbe in maniera autonoma, cercando informazioni sul web (11%) o decidendo da sé (23%). Se il 52% si affiderebbe a un consulente, per il 24% le figure di riferimento sono familiari, colleghi o amici, mentre il 19% si rivolgerebbe alla propria banca e il 16% all’agente assicurativo.

«Integrare la pensione di base con una rendita complementare è sempre più una necessità per gli italiani − afferma Marco Mazzucco, direttore Distribuzione Marketing e Brand di Gruppo di Reale Mutua − Occorre essere lungimiranti, giocare d’anticipo e quindi comprendere l’importanza di costruire per tempo, con una forma di welfare appropriata, una vecchiaia serena giorno dopo giorno. Ed è proprio questo uno dei punti chiave del nostro Osservatorio, l’iniziativa che abbiamo lanciato quest’anno per monitorare l’attenzione e la propensione degli italiani rispetto al macro tema del welfare. Analizzando i risultati della ricerca emerge come i nostri connazionali stiano in effetti sviluppando una sensibilità al tema del futuro pensionistico e agli strumenti e opportunità disponibili».

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