Undicesima edizione del premio Oscar Green, promosso da Coldiretti Giovani Impresa, con l’alto Patronato del presidente della Repubblica: questa mattina la premiazione dei sei finalisti nella sala Trasparenza della Regione Liguria. Presente per la consegna dei premi l’assessore regionale all’Agricoltura Stefano Mai. «Sono particolarmente orgoglioso – spiega Mai – di aver premiato questi giovani grazie ai quali l’agricoltura ligure guarda al futuro e che quindi possono essere d’esempio per altri coetanei che vogliano dedicarsi a questa attività. Attraverso le risorse del Psr della misura giovani, di recente rifinanziata con 2,5 milioni di euro, vogliamo dare un sostegno importante alle idee innovative dei nostri giovani agricoltori che, come i vincitori degli Oscar Green, sappiano interpretare le nuove richieste del mercato e dei consumatori, nel segno della continuità alle nostre tradizioni, valorizzando il territorio, anche in chiave turistica, e i nostri prodotti agricoli».

Il riconoscimento punta a valorizzare l’agricoltura attraverso le storie e le innovazioni delle aziende agricole gestiste da giovani under 40. 

I vincitori: nella categoria Agri You, la vincitrice è l’azienda agricola La Fontana dell’Olmo, di Agaggio, in provincia di Imperia. Si tratta di una delle prime fattorie sociali imperiesi, un’azienda che ha saputo interpretare al meglio il principio di multifunzionalità, aprendo prima un agriturismo, con la ristrutturazione di antiche malghe dei pastori che utilizza come rifugi per il suo percorsi escursionistici, poi una fattoria didattica. E ora con un impegno forte nel sociale, attraverso percorsi di riabilitazione che partono dalla consapevolezza.

Per la categoria Campagna Amica vince Davide Busca dell’azienda ittica Alalunga Pesca Professionale di Savona, scelta tra le tre finaliste a livello nazionale. La società, composta da tre giovanissimi armatori, ha dimostrato che la valorizzazione del prodotto locale e il rapporto diretto con il consumatore nel rispetto delle più antiche tradizioni liguri, può rappresentare la base per un aziende di successo. Grande impegno è riservato alla tutela della pesca locale, valorizzando anche il pescato meno conosciuto e commercializzato, attraverso un aperitivo bordo barca e un fish street food prodotto solo ed esclusivamente con pesce a miglio 0.

Emanuele Rocca dell’azienda agricola La Cascinella di Genova è il vincitore della categoria Crea: impresa specializzata in conversione bio che si occupa di apicoltura, ma che è votata, inoltre, al recupero e alla salvaguardia dei territori genovesi abbandonati e riconvertiti in zafferaneti da reddito, dimostrando l’importanza del recupero del territorio interno e la necessità di sperimentare nuove coltivazioni che incontrano il favore del mercato e che ben si adattano alle peculiarità della Liguria.

Per la categoria Fare rete, il vincitore è Davide Zoppi dell’Agriturismo Cà du Ferrà: giovane imprenditore che ha come obiettivi la valorizzazione del territorio e il recupero delle terre incolte della provincia della Spezia. È riuscito a creare una rete sinergica di collaborazioni (per esempio con il Cnr di Torino) per tutelare e rilanciare il territorio provinciale attraverso il rimpianto di vecchie varietà autoctone.

Il premio della categoria Impresa 2.terra è andato a Simona Brizio, dell’azienda agricola L’orto di Muma. Un’agricoltura fatta di passione e vista come possibilità lavorativa concreta. Dopo un percorso lavorativo completamente diverso, il suo sogno, che ha preso il via da poco più di un anno, era quello di realizzare un orto cittadino a chilometro zero e a basso impatto ambientale, dove coltiva ortaggi e fiori eduli, con la partecipazione attiva dei consumatori e utilizzando le nuove strategie di marketing digitale per creare un rapporto diretto, digitale e veloce con i sui consumatori.

Infine, Lorenzo Ighina, dell’azienda agricola La Felicina, è il vincitore della categoria We green. L’azienda savonese, gestita insieme al fratello, è particolarmente attenta al rispetto dell’ambiente e all’impegno di pratiche agronomiche che siano in armonia con l’ambiente circostante. Specializzato nella produzione di patate bio, nel rispetto della rotazione colturale, ha iniziato a coltivare un antichissimo grano, l’Enkir, naturalmente a basso contenuto di glutine, che gli permette non solo di rispettare l’ambiente e la biodiversità, ma anche di dare un prodotto ricercato e sano al consumatore finale.

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here