I genovesi ordinano sempre più cibo a domicilio e lo fanno sempre di più con il proprio smartphone. A rivelarlo è la prima “Mappa del cibo a domicilio in Italia” in 18 città da nord a sud, realizzata da Just Eat, leader nel mercato dei servizi per ordinare pranzo e cena a domicilio presente in Italia dal 2011. Lo studio nasce per osservare da vicino le dinamiche della rivoluzione del digital food delivery, dalle scelte legate alle cucine, ai piatti più desiderati esplorando, di città in città, i comportamenti, la professione, l’età e l’approccio alla varietà in cucina e all’ordinazione a domicilio.

In base alla ricerca, Genova sta rivelando una crescita significativa con un incremento degli ordini del +140% rispetto all’anno scorso, e registrando una crescita notevole soprattutto nel consumo di piatti e specialità delle cucina indiana (+147%): al primo posto tra i piatti più ordinati il Chicken Tikka Masala, boccini di pollo marinato con spezie e yogurt, seguito dai dolci (+127%) con in primis tra le preferenze muffin alla mela e aragostella alla crema, e infine dalla cucina etnica (+69%) con le famose focaccette al formaggio. Questi trend in salita hanno preso il posto di cucine come quella greca, meno ordinate a Genova rispetto allo scorso anno. Nella classifica dei top 3 ordini dei genovesi sul podio si posiziona però la cucina americana con l’hamburger di chianina, quella giapponese con gli Uramaki Philadelphia e infine dai piatti cinesi con vincitore assoluto il classico riso alla cantonese.

Una curiosità riguarda però la cucina tradizionale di genova. Alcune specialità tipiche genovesi sono ordinate a domicilio tramite app in altre città: le trofie al pesto e i pansotti soprattutto a Milano.

I genovesi risultano inoltre in linea con le tendenze dei cittadini degli altri 17 Comuni coinvolti nell’analisi dal punto di vista delle professioni che ordinano di più, di chi investe maggiormente e delle fasce di età più attive. Impiegati (40%) e studenti (34%) ordinano con più frequenza, seguiti dai liberi professionisti (14%) che sono però coloro che amano variare di più e sperimentare nuovi piatti. Guardando nel portafoglio, il libero professionista è la figura più disponibile a investire in un pranzo o una cena ordinata via app a domicilio, con mediamente 700 euro all’anno di spesa, seguito dall’impiegato con 647 euro di spesa, e da chi sta ancora facendo un percorso di studi che spende 378 euro avendo una capacità economica inferiore.

Esplorando infine i trend generazionali, si scopre in tutta Italia un’intensa attività di digital food delivery da parte dei millennials 18-36 (70%) seguiti dalla generazione X 36-45 (22%) e dagli over 45 (8%). I più adulti si dimostrano però più desiderosi di sperimentare cucine particolari, ordinando cucina giapponese (14%) e cibo asiatico (10%), mentre i più giovani (18-25 anni) amano ancora la pizza a casa (75%) da condividere con gli amici in occasione dello studio, di una serata davanti alla tv o di una festa.

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