Saranno gli impianti nei Comuni piemontesi di Alessandria, Asti, Cavaglià, Borgo San Dalmazzo, Magliano Alpi e Villafalletto, a ricevere i rifiuti urbani non differenziati provenienti dalla Città Metropolitana di Genova anche in questo secondo semestre (ma non sono gli unici). Non più di 85 mila tonnellate alle condizioni indicate dal nulla osta della Regione Piemonte fino al 31 dicembre 2017. L’emergenza continua, il tempo passa e il 2017 sarà il terzo anno consecutivo di extra costi di smaltimento fuori regione (per Genova 28 milioni spesi nel 2015, anticipati da Amiu la cui copertura spetta al Comune). L’assenza di una maggioranza definita in Comune, sommata a decisioni rinviate da anni, stanno facendo un danno economico notevole, danno per cui al momento non c’è soluzione, tanto che la Regione Liguria qualche giorno fa ha nuovamente deliberato sui conferimenti.

Nel corso del 2016 è proseguita l’attività (iniziata a fine 2014) di “aiuto” da parte del Piemonte, che si rifà a una convenzione firmata nel 2003 dalle due Regioni. Dalla Città metropolitana di Genova, secondo una relazione ufficiale della Regione Piemonte, sono giunte 134.806,33 tonnellate di rifiuti urbani indifferenziati, a fronte di una disponibilità complessiva massima stabilita in due distinti nulla osta di 226.840 tonnellate a valere su tutto il 2016. Oltre a tali quantitativi, alcune migliaia di tonnellate di rifiuti urbani provenienti dalla Provincia di Savona sono stati avviati a impianti di trattamento meccanico biologico piemontesi, per essere successivamente rimandati in Provincia di Savona per la loro collocazione nella discarica provinciale di servizio.

L’attività è proseguita anche nel primo semestre 2017: il limite era di quasi 76 mila tonnellate.

I rifiuti della Città metropolitana di Genova non differenziati andranno anche alla discarica Boscaccio (Vado Ligure) fino ad un massimo di 30 mila/35 mila tonnellate nel secondo semestre 2017, al netto dei quantitativi già conferiti fino al 30.6.2017 stimati entro le 30 mila tonnellate. Il costo è di 15 euro a tonnellata a favore della Provincia di Savona/Comune di Vado Ligure.

Stessa cifra per la discarica Ramognina (Varazze) per una quantità fino a un massimo di 15 mila tonnellate nel secondo semestre 2017 ed entro il limite di 24 mila tonnellate/anno, al netto dei quantitativi conferiti dai Comuni di Arenzano e Cogoleto.

L’impianto di produzione di combustibile da rifiuto/combustibile secondario a Saliceti – Vezzano Ligure gestito da ReCos, accoglierà di un quantitativo fino a un massimo di 33 mila tonnellate al netto dei quantitativi già conferiti fino al 30 giugno 2017, stimati in circa 15 mila tonnellate.

Inoltre i rifiuti urbani, provenienti dai Comuni delle province della Spezia e Città Metropolitana di Genova, verranno inviati all’impianto di selezione e compostaggio del Cermec spa nel Comune di Massa, fino 25 mila tonnellate per un periodo di 12 mesi a far data dalla sottoscrizione dell’a ccordo con la Regione Toscana (8 agosto 2016).

Altre 60 mila tonnellate saranno inviati agli impianti di incenerimento con recupero energetico di Parona (Lomellina) e Milano (Silla), fino a un massimo, rispettivamente, di 20 mila tonnellate e di 40 mila tonnellate nell’arco di tutto il 2017 sulla base di accordi stipulati direttamente fra Amiu e i gestori degli impianti citati. La legge indica che per ogni tonnellata di rifiuto extraregionale occorre un contributo massimo di 20 euro.

Fino a 20 mila tonnellate all’anno sono conferibili anche nella discarica di Rio Marsiglia ad Avegno.

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