Entità dell’aumento di capitale, dismissioni di immobili, cessione degli npl sono gli argomenti discussi dal board di Banca Carige nella riunione in calendario per oggi, inizio alle 11.

Il rafforzamento patrimoniale, richiesto dalla Bce, dovrebbe essere superiore ai 450 milioni di euro previsti inizialmente. I 450 milioni di euro saranno ottenuti con un aumento di capitale, secondo l’orientamento iniziale, il cda dovrà vagliare le diverse ipotesi in campo per arrivare a 600-800 milioni, cifra indicata da fonti finanziarie come obiettivo della banca ligure.

La questione era stata al centro del dissidio tra l’ex amministratore delegato (ancora consigliere di amministrazione) Guido Bastianini e il vicepresidente e primo azionista di Carige Vittorio Malacalza. Bastianini aveva ipotizzato la conversione in azioni delle obbligazioni detenute dalle Generali e la cessione di una parte dei crediti deteriorati a una società costituita ad hoc con lo stesso azionariato della banca. Malacalza non intendeva trasformare le Generali in uno dei maggiori azionisti della banca e sembra giudicasse troppo costosa la costituzione della società-veicolo.

Il nuovo a.d. Paolo Fiorentino dovrà quindi puntare a una cessione di parte del vasto patrimonio immobiliare di Carige. Sul suo tavolo sarebbero già arrivate manifestazioni di interesse per l’acquisto delle sedi di Milano, Roma e Londra.

Le risorse da ottenere per arrivare al rafforzamento patrimoniale necessario saranno determinate anche dagli introiti ottenuti dalla cessione degli npl (circa 7 miliardi di euro in totale). In settimana è prevista la cartolarizzazione di 938 milioni di crediti problematici attraverso i Gacs. Per quanto riguarda il resto, accantonata l’ipotesi della società ad hoc, Fiorentino punta a una valorizzazione degli npl attraverso una struttura interna dedicata.

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