Campus di Savona, a ottobre inaugura una palazzina che produce e consuma energia

Reportage su tutti i progetti che consentono al Campus di sperimentare l'innovazione in tema di risparmio e sostenibilità energetica

Verrà inaugurata il 2 ottobre la nuova palazzina prosumer (cioè che produce e consuma energia da rete propria) del Campus di Savona. Un Campus universitario che non offre solo i corsi di laurea di ingegneria, scienze infermieristiche, scienze motorie, scienze della comunicazione, ma anche l’unico corso magistrale in “Digital humanities communication and new media”.

Paola Girdinio, professore ordinario di Compatibilità elettromagnetica in forza al Diten (Dipartimento di Ingegneria navale, elettrica, elettronica e delle telecomunicazioni), che a Savona insegna nel corso di Energy Engineering, spiega: «Gli ambiti di ricerca qui a Savona riguardano soprattutto l’ambiente e l’energia, ma anche la protezione civile, il nostro edificio prosumer, che è la crasi di producer and consumer, si è classificato al quinto posto
in una gara che ha coinvolto la rete di 84 campus sostenibili nel mondo, l’International Sustainable Campus Network». (prosegue dopo il video)

L’idea di puntare sull’energia nasce quando Girdinio è diventata preside di ingegneria, i fondi cominciano ad arrivare (2,4 milioni dal Miur) e il Campus diventa sperimentazione per un sistema poligenerativo di autoproduzione di energia, con un risparmio notevole sulla bolletta: 250 mila euro. Savona elabora un progetto Energia 2020 di cui la realizzazione della smart grid è solo il primo passo: la palazzina che verrà inaugurata sarà uno smart energy building: «Non esistevano edifici collegati alla nostra rete di proprietà, in questo modo potremo fare ricerca anche per capire come affrontare tutti i problemi». Il terzo elemento è la Riqualificazione energetica delle strutture esistenti del Campus.

Il Campus riproduce la situazione di un quartiere smart, un quartiere del futuro, con l’inserimento dell’internet of things e con la protezione della cyber security (Girdinio, tra le altre cose è presidente dell’Osservatorio nazionale per la cyber security), grazie a un progetto in collaborazione con Cisco.

Nel Campus sono presenti colonnine di ricarica per veicoli elettrici e presto Enel ne installerà una con la tecnologia “vehicle to grid” (consente alle auto elettriche di diventare delle vere e proprie produttrici di energia. Questo è possibile grazie ad una gestione bidirezionale della carica. Le batterie delle auto, quando i veicoli sono fermi, immettono energia in rete).

Il “parco” di opzioni energetiche è completato da fotovoltaico, solare termodinamico, accumulatori e un sistema trigenerativo a gas (energia elettrica, energia termica calda e termica fredda).

L’energy management system del Campus permette di programmare il giorno prima la quantità di energia che si prevede di consumare in base anche alle previsioni del tempo, minimizzando i costi di energia e le emissioni.

I progetti di ricerca piacciono alle grandi aziende: Siemens è già presente, Enel installerà l’energy lab, ossia “un’isola” staccata dalla normale rete di distribuzione.

Investire sul risparmio energetico è vantaggioso: «Realizzare un edificio “smart energy” costa il 30% in più, ma il ritorno economico sul lungo periodo è notevole», sottolinea Girdinio, che aggiunge: «Sul geotermico, tra l’altro, Savona sarebbe molto predisposta».

L’edificio prosumer ospiterà anche una palestra con macchinari che produrranno energia quando usate, oltre che un laboratorio di domotica e un sistema di recupero delle acque piovane per l’uso degli sciacquoni dei bagni.

Il Campus però non si limita alla ricerca all’interno dello spazio dell’università: «Cerchiamo finanziamenti per un progetto dedicato al territorio: il recupero del front end di via Nizza, diventando un Centro di eccellenza di ricerca sugli sport di mare. Il Comune di Savona mette a disposizione in uso esclusivo 800 metri lineari, mentre Villa Zanelli diventerebbe uno spazio didattico per i servizi legati allo sport». Inoltre è previsto anche il progetto di reef artificiale per praticare il surf.

1 COMMENTO

  1. classico esempio di efficienza energetica lasciata agli impiantisti ed ai produttori di componenti: begli interventi, complimenti, davvero, ma perchè non parlare dei problemi presenti nella palazzina studenti, ad oggi parzialmente inaccessibile proprio per inefficienza energetica dell’involucro? Non si parla della Diagnosi Energetica fatta da me ormai due anni fa (e lì rimasta), con le ipotesi di riqualificazione (ampiamente coperte da fondi pubblici disponibili) ed esame molto approfondito, anche strumentale, della situazione. L’efficienza è sempre tale quando integrata tra involucro ed impianto, tra utenze e proprietà.

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