Chiudono poco mosse le Borse europee nonostante il rialzo di Wall Street.

Il Dax di Francoforte segna+0,1%), il Ftse 100 di Londra +0,2%, il Cac 40 di Parigi -0,1%.

egativa Milano con Ftse Italia All-Share a 23.184,21 punti (-0,20%) e Ftse Mib a 21.015,10 (-0,33%).

A Piazza Affari, le vendite hanno colpito soprattutto Mediaset (-3,1%), anche a causa del downgrade di Exane Bnp Paribas da “hold” a “reduce” con target price tagliato da 3,5 euro a 2,7 euro.

Deboli i petroliferi Eni (-1%), Saipem (-1,9%) e Tenaris (-2,6%), in scia al nuovo crollo del greggio, bene Enel (+0,4%), confermata nella Conviction Buy List di Goldmans Sachs con target price alzato da 5,7 euro a 6,1 euro, negativi Banco Bpm (-1,2%), Bper (-0,3%) e Intesa (-0,9%) dopo i rialzi degli scorsi giorni.

Brusca discesa del petrolio in attesa questa sera della pubblicazione dei dati Baker Hughes sugli impianti di trivellazione Usa. Dopo il balzo di ieri in scia al calo superiore alle attese delle scorte Usa, il Brent (-2,5%) scende a 46,9 dollari e il Wti (-2,6%) a 44,3 dollari, probabilmente appesantiti da uno scenario macro che considera non sufficiente lo sforzo dei Paesi Opec al raggiungimento di un punto di equilibrio tra domanda e offerta.

I dati positivi del report di giugno del Bureau of Labour Usa – il mese scorso il settore non agricolo ha creato 222 mila nuovi posti di lavoro, ben al di sopra dei 178 mila attesi dal consensus e dei 152 mila di maggio (rivisti al rialzo da 138 mila) – hanno sostenuto il dollaro, tornato sotto quota 1,14 nei confronti dell’euro e balzato oltre la soglia di 114 sullo yen.

L’ascesa del dollaro ha provocato la caduta dell’oro, sceso sui minimi di oltre tre mesi sotto quota 1.210 dollari l’oncia. Netta flessione anche per la sterlina dopo i dati deludenti sulla  produzione industriale e manifatturiera di maggio in Gran Bretagna, con il cambio sterlina/dollaro in ribasso a 1,288 e l’euro/sterlina salito a 0,885.

 

 

 

 

 

 

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