Questa mattina  i lavoratori di Gitiesse, azienda della Valpolcevera, hanno effettuato uno sciopero di 8 ore e una manifestazione partita da piazza De Ferrari e arrivata fino in Consiglio Regionale. La ragione della protesta sta nella decisione, da parte dell’azienda, di licenziare 31 dipendenti su un organico di 54. 

La società opera per la Eaton un colosso americano con diversi siti sparsi nel mondo. Il settore di attività è quello della Marina Globale e dell’industria Oil & Gas dove al cliente vengono offerte soluzioni integrate per le comunicazioni interne e la distribuzione di allarmi e segnalazioni.

I lavoratori, insieme alle OO.SS, sono stati ricevuti dalla riunione dei capogruppo in Regione. «Per una ragione di costi e logistica, ci hanno detto che la produzione italiana sarà trasferita in Cina e in Inghilterra e 31 lavoratori del reparto produzione sono stati dichiarati in esubero – spiegano Antonio Apa, segretario generale Uilm Genova e Bruno Manganaro, segretario generale Fiom Genova – Uilm e Fiom hanno immediatamente respinto questa ipotesi e hanno chiesto alle Istituzioni di aprire un tavolo nazionale contrattuale, presso il ministero dello Sviluppo Economico, per individuare correttivi che arrestino l’ennesimo scempio dell’industria genovese ai danni dei lavoratori. Inoltre, Uilm e Fiom hanno chiesto alla Regione di farsi parte attiva per favorire un incontro con l’amministratore delegato di Gitiesse, per farlo desistere dalla sua posizione intransigente, e di verificare la disponibilità a un’interlocuzione efficace insieme all’amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono, per discutere delle possibili sinergie tra Fincantieri e Gitiesse».

Nel corso della riunione sono intervenuti anche i lavoratori che si sono impegnati a redigere un documento in cui si spiega lo stato della vertenza e le richieste per continuare a operare nella sede genovese.

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