Il red carpet che collega Portofino con Rapallo è diventato oggetto di polemica nella battaglia elettorale per elezione del sindaco di Genova: il governatore Giovanni Toti minaccia di querelare il candidato sindaco del centrosinistra Gianni Crivello se questi non ritirerà un’affermazione che Toti ritiene ingiuriosa.

La vicenda è partita da un’interrogazione del consigliere regionale dell’ M5S, Fabio Tosi, che aveva chiesto per quale motivo il tappeto rosso fosse stato finanziato con 30 mila euro
provenienti da Liguria Digitale, azienda in house della Regione Liguria.

Dopo la denuncia del M5S, sul profilo di Genova per voi – vota Crivello sindaco è comparso il post: “#Genovapernoi è onesta e trasparente. Decisamente meno per il Presidente della Regione Giovanni Toti che trafuga 30.000€ pubblici dalle casse di Liguria Digitale quando ancora il suo amico Marco Bucci ne era Amministratore Delegato. 30.000€ di tappeto rosso che dovevano essere pagati da Carispezia e invece pesano sulle spalle di ignari cittadini. 30.000 non erano i posti di lavoro promessi dal suo fantomatico programma? Forse abbiamo frainteso…”

“Capisco – è la risposta pubblicata dal governatore sul proprio profilo – che da amministratore inetto qual è il candidato-sindaco Crivello non capisca come funzionano le procedure amministrative e le società controllate. D’altra parte le ha distrutte, indebitate e fatte quasi fallire tutte. Ma le procedure amministrative per il Red Carpet del Tigullio sono perfettamente regolari e lecite. Così come i pagamenti effettuati in tutta trasparenza da Liguria Digitale per conto della Regione. Posso capire che Crivello e soci non capiscano quell’iniziativa (se l’avessero capita mi sarei preoccupato e avrei pensato di aver sbagliato) ma non può permettersi di usare il verbo ” trafugato” che esplicitamente ci accusa di comportamenti meno che leciti. Quindi chieda scusa o saremo costretti a difendere la nostra specchiata onestà nelle sedi opportune. Sono Crivello e soci gli unici ad aver “trafugato” per troppi anni la speranza e il futuro ad una città”.

In un altro post Toti scrive: “L’assessore-candidato Crivello critica il Red Carpet tra Rapallo e Portofino. Una iniziativa di marketing territoriale che ha portato decine di migliaia di visitatori nel Tigullio. Una iniziativa che ha occupato televisioni e giornali italiani e stranieri. Una iniziativa tanto apprezzata che i sindaci tutti, gli albergatori, i commercianti, ci hanno chiesto di prorogare fino a settembre tanto il successo e la pubblicità per il nostro turismo. Una iniziativa costata, al netto degli sponsor privati, quanto due pagine di pubblicità su un quotidiano locale. E Crivello, l’uomo che non ha voluto spegnere la fontana in Piazza de Ferrari per consentirci l’estate scorsa di allestire un maxischermo per pubblicizzare Genova e le sue bellezze che fa? Critica il nostro Red Carpet! Capisco che dopo tanti anni di grigio, di degrado, di isolamento, di povertà, di disoccupazione, prodotti da lui e dai suoi soci, oggi l’assessore si senta a disagio nei confronti di chi cerca di ridare un po’ di visibilità, di occupazione, di turisti, di crescita e perché no, anche di allegria alla Liguria e alla città di Genova. Può un uomo così fare il sindaco di questa città? Lasciamolo nella sua palude… e passiamo oltre… su un red carpet diretti a una città migliore! #ilventoècambiato”.

Nella polemica è infine intervenuto anche Tosi.

“Nello statuto di Liguria Digitale – si legge in un comunicato dell’M5S – si parla di tutto, dal ‘favorire la standardizzazione e un uso condiviso delle tecnologie più avanzate’ all”infrastruttura digitale presente e futura per la pubblica amministrazione’, sino al ‘proporre e supportare la diffusione delle tecnologie dell’informazione’. Ma non c’è una sola riga in cui si parla di tappeti, Che siano rossi, gialli o verdi, proprio i tappeti non fanno parte della mission di Liguria Digitale. Per essere ancora più chiari: tra gli obiettivi aziendali non è citata alcuna iniziativa mirante specificatamente alla promozione turistica del territorio”.

“Sostenere, come ha lasciato intendere Bucci nelle scorse ore – continua la nota stampa – che spendere 30.000 euro per il Red carpet di Rapallo rientri nel perimetro di investimento dell’azienda di cui in quel momento era a capo significa avere scarsissimo rispetto per l’intelligenza dei cittadini liguri e genovesi. Ma ammettiamo pure, con un notevole esercizio di equilibrismo, che sia così, perché, se non aveva nulla da nascondere, Toti lo ha sempre tenuto nascosto, omettendolo persino in una sede istituzionale come la Commissione Bilancio, a nostre precise domande? Insomma, ancora una volta la toppa è persino peggiore del buco. I cittadini non meritano di essere continuamente presi in giro. Toti e Bucci facciano al più presto chiarezza, ammettano i propri errori. Dopo essere scivolati sul tappeto, ora non si aggrappino ai vetri”.

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