All’Auditorium del Porto della Spezia è andato in scena il primo convegno organizzato dell’Autorità di sistema in collaborazione con spedizionieri e agenti marittimi per presentare compiutamente l’unificazione tra i due porti, quello spezzino e quello di Carrara, e lanciare il progetto di un sistema logistico perfettamente integrato dal punto di vista funzionale, infrastrutturale, normativo, modale. Un sistema che partendo da Santo Stefano di Magra in futuro possa puntare su regimi particolari per favorire l’insediamento di industrie di trasformazione e di attività legate al trasporto e alla logistica. Questa dovrebbe essere la mission della nuova autorità interregionale: produrre ricadute territoriali sull’industria e non limitarsi al mero transito di merci. Il retroporto va quindi visto – secondo gli operatori – come un perno tra i due scali: per questo con l’agenzia doganale si punta ad accentrare i controlli in quest’area.

Al convegno è stato anche presentato un progetto di sviluppo del nuovo polo logistico di Santo Stefano di Magra, redatto dal Dad dell’Università di Genova (Carlo Alberto Cozzani e Massimiliano Giberti), condiviso con il Comune. Regione Toscana e Regione Liguria sono pronte a collaborare. «Un’integrazione, tutt’altro che facile, ma che rappresenta un’ottima opportunità» ha puntualizzato Carla Roncallo, presidente dell’Autorità di sistema portuale del Mar Ligure Orientale.

La Spezia e Carrara rappresentano – come Gioia Tauro e Messina – un importante test per la riforma essendo in regioni diverse. Una particolarità che, se complica la parte amministrativa, certamente lancia l’idea di una zona vasta a cui attingere e da cui far derivare un’economia di sistema. Ivano Russo, consulente del ministro Delrio per la riforma e per il piano della logistica e dei porti, ha definito l’aggregazione fra La Spezia e Marina di Carrara «l’avamposto dell’applicazione corretta della riforma», affermando che i tempi di attuazione sono più rapidi del previsto.

Perplessi Andrea Fontana, presidente degli Agenti Marittimi della Spezia, e Alessandro Laghezza, presidente degli Spedizionieri della Spezia: vedono troppi ostacoli amministrativi e burocratici che impediscono l’attuazione della riforma e rallentano il piano di integrazione.

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