Cantiere sequestrato e una serie di arresti  questa mattina nel sito del Tenda bis, il raddoppio del traforo internazionale sull’asse veicolare tra Piemonte, Liguria e Costa Azzurra. A finire nel registro degli indagati della Guardia di Finanza sono alcuni dipendenti delle società costruttrici: Anas, l’ati “Grandi Lavori Fincosit” e “Galleria di Tenda scarl”. Gli arresti e le denunce per furto aggravato e frode in pubbliche forniture sono stati eseguiti dalla Guardia di Finanza di Cuneo, che ha sequestrato per gravi irregolarità il cantiere.

Il blitz delle fiamme gialle ha impegnato questa mattina decine di uomini e mezzi. Le misure cautelari, tra arresti domiciliari e obbligo di dimora, sono nove.

Il comportamento degli indagati avrebbe fatto sì che «alcune opere di contenimento, soprattutto quelle previste sul lato francese, non siano state eseguite con la dovuta diligenza e in particolare secondo quello che è il progetto esecutivo», ha spiegato il sostituto procuratore Chiara Canepa. Non solo frodi, insomma, ma anche un rischio per l’incolumità pubblica.

Il blitz e le indagini sono stati disposti in seguito a rogatoria internazionale, e dunque dietro autorizzazione delle autorità e forze di polizia francesi.

L’opera di raddoppio era stata affidata a fine 2013 e il cantiere avviato nel 2014, per 176 milioni di euro, sotto responsabilità italiana su entrambi i lati del traforo. Realizzati finora (19 maggio) 480 metri del nuovo tunnel dal lato francese e 977 da quello italiano, oltre a vari bypass e altre opere di consolidamento e correlate. Il termine dei lavori e la consegna era già slittata oltre il 2020. Tempi che finiranno per allungarsi ulteriormente dopo questo stop imprevisto.

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