Un sospiro di sollievo da parte dei frontalieri ventimigliesi è arrivato dopo la vittoria di Macron al primo turno delle elezioni presidenziali in Francia. Lavoratori e imprese dell’area intemelia sono preoccupate dall’avanzata di partiti e movimenti d’oltralpe ispirati a politiche sovraniste e protezionistiche. Per loro la “clause Molière” che impone la lingua francese sui cantieri degli appalti pubblici rischia di essere solo il primo passo di una spirale dalle conseguenze certamente non positive per l’occupazione e l’economia di frontiera. «Adesso attendiamo il secondo turno fiduciosi. I voti alla Le Pen devono comunque far pensare» – il post, a caldo, del sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano.

Nel dipartimento confinante delle Alpi Marittime Marine Le Pen (27,75%) strappa la prima posizione al candidato repubblicano François Fillon (27,39%). Punteggi ribaltati rispetto alle presidenziali del 2012, quando al primo turno vinse Nicolas Sarkozy con il 37,19% davanti a Marine Le Pen col 23,50. Al terzo posto c’è il candidato indipendente e liberale Emmanuel Macron al 19,04%, vincitore del primo turno in Francia, seguito dalla “Francia indomita” del gauchista Jean Luc Mélenchon (14,95%), quindi dal sovranista Dupont-Aignan, in crescita al 4,28%. Inferiore persino al già disastroso dato nazionale il risultato Benoit Hamon, che a Nizza ha ottenuto solo il  3,98.

Quanto alle grandi città, a Nizza vince Fillon per un pugno di voti (26,1% contro 25,28% del Front National). Sorpresa a Marsiglia: davanti a tutti c’è la rivelazione Mélenchon con il 24,82%, che batte Marine Le Pen (23,66%) ed Emmanuel Macron (20,44%).

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