L’appello provocatorio del conduttore Paolo Bonolis («Io al Festival? Mai più all’Ariston») non è caduto nel vuoto. Dopo un “sì” di massima da parte del presidente della Regione Giovanni Toti («Nuovo spazio per il Festival non è un tabù, Bonolis dia una mano»), ora anche il sindaco di Sanremo Alberto Biancheri apre all’ipotesi di una megastruttura per gli eventi di richiamo. Secondo le dichiarazioni rilasciate ai quotidiani La Stampa e Il Secolo XIX, il sindaco e l’assessore al Turismo Daniela Cassini sono già al lavoro insieme alla Rai per qualcosa di molto grande: dotare Sanremo di un Palafestival in riva al mare. Sulla falsariga della vicina Cannes. E c’è anche un luogo designato: si tratta del lungomare Italo Calvino, di fronte alla vecchia stazione. Una zona della città che fino alla prima metà dei Settanta semplicemente non esisteva ed è stata realizzata con terra di riporto. E ora si parla di un ulteriore riempimento a mare, su cui potrebbe sorgere un edificio alto fino a 20 metri.

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Su quali basi? Intanto quella del Puc, che individua questa zona come luogo per uno sviluppo di questo tipo, oltre a un rifacimento delle aree verdi e a un parcheggio sotterraneo immaginato dieci anni fa. E poi sulla base di un project financing, a cui dovrebbero prendere parte anche eventuali (e necessari) soggetti privati. Il patron dell’Ariston, Walter Vacchino, ha già fatto sapere che, a oggi, continuerà a concentrarsi sul miglioramento dell’attuale infrastruttura teatrale di via Matteotti, ma è anche disposto a sedersi al tavolo dei grandi progetti, a patto che sia invitato. Poi c’è la Regione, chiamata in causa da Biancheri, anche perché si tratterebbe di un’opera dall’alto impatto ambientale, alta fino a 20 metri, capace di ospitare fino 3.500 spettatori.

«La Regione – risponde a BizJournal l’assessore Marco Scajola – farà tutto quello che è nelle proprie possibilità per aiutare Sanremo, il Festival e fare in modo che il ritorno economico e d’immagine sia il più grande possibile. Da quando si è insediata l’amministrazione Toti, Il festival di Sanremo dopo tanti anni è tornato al centro delle attenzioni della Regione Liguria. Ben venga ogni iniziativa per migliorare l’evento. Ovviamente l’importante è lavorare in sinergia, il Comune, la Rai e tutti gli organi competenti»

Si parla di idee, non di progetti, tutti ancora da realizzare. E allora tanto vale ricordare che negli anni Novanta il “Teatro del Mare” voluto dall’assessore Antonio Bissolotti, struttura semipermanente che sorgeva sullo stesso terrapieno (piazzale Dapporto), fu definita dai suoi detrattori nientemeno che un ecomostro. E alla fine fu smantellata.

Infine, il capitolo dei finanziamenti, per cui si fa riferimento al project financing. La cifra totale è da determinare ma i milioni si contano nell’ordine delle decine. Il Comune non potrà sobbarcarsi una spesa simile ma ha il suo asso nella manica: la convenzione Rai per il Festival prevede un accantonamento annuo destinato proprio a opere maggiori di interesse turistico. Il Comune avrebbe accumulato un tesoretto di circa 10 milioni, che può destinare almeno in parte a un Palafestival. «Il ruolo della Rai – fa sapere il sindaco Biancheri tramite il suo portavoce – potrebbe cominciare innanzitutto dalla parte spettacolo. Un Palafestival di questo genere dovrà funzionare tutto l’anno».

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