Andamento altalenante per l’azionario statunitense. Le bocciature parlamentari ottenute da Trump riguardo l’abolizione dell’Obamacare hanno creato tensioni sull’effettiva capacità del Tycoon di riuscire a realizzare la politica fiscale promessa in campagna elettorale.

Moderato recupero del fixed income Usa e Area Euro, nonostante questo movimento positivo il trend dei tassi decennali europei e statunitensi continui a essere laterale e a fluttuare nei canali individuati nei precedenti mesi, intorno al 2,5% per i Treasury e allo 0,40% per il Bund.

Ripresa delle quotazioni del petrolio: l’oro nero ha sfruttato positivamente i dati sulle scorte statunitensi, il Wti che era sceso la settimana scorsa in area 47 dollari per barile ha recuperato terreno attestandosi stabilmente sopra 50. Sono trapelate indiscrezioni che parlano di un prolungamento dell’accordo sul taglio della produzione di greggio, già a maggio durante il prossimo meeting Opec di Vienna.

Toni sempre più hawkish da parte di alcuni membri della Fed che prevedono per il 2017 ancora tre potenziali rialzi (uno in più rispetto a quanto previsto a inizio 2017). Il mercato obbligazionario non è stato impattato negativamente da queste parole, l’accorgimento principale sarà tenere sotto controllo l’andamento dei prezzi negli Usa: l’aumento delle pressioni inflattive potrebbe innescare repentini rialzi della parte medio lunga della curva dei tassi.

Theresa May ha ufficialmente sancito l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa, a breve partiranno le trattative per stabilire i nuovi equilibri che saranno alla base della “nuova” convivenza tra Londra e l’Unione Europea; verosimilmente le negoziazioni avranno una durata di circa 2 anni. La sterlina ha accolto positivamente l’ufficialità della Brexit portandosi contro euro stabilmente sotto 0,86.

Tra le valute emergenti, si registra il crollo dello Zar a causa di una crisi politica, innescata dal presidente Zuma e dal licenziamento di 9 ministri di governo, tra i quali presenzia anche Gordhan, capo del dicastero delle finanze, personalità molto apprezzata dagli investitori internazionali. Il Rand in 5 sedute si è svalutato dell’8% nei confronti dell’euro. Incombente il giudizio di Moody’s, che la prossima settimana potrebbe annunciare il declassamento del debito sovrano Sudafricano a Junk Bond. 

Strategia: ancora moderatamente positivi sugli asset rischiosi, ma con particolare attenzione ai segnali tecnici. 

I dati macro continuano a segnalare la continuazione del trend positivo dei risky asset, la crescita economica statunitense è stata rivista al rialzo a +2,1%, a confortare questa dinamica è il dato sui consumi personali aumentati del 3,5% contro le attese del 3%.

Il calo registrato sulle commodity si è rivelato essere un’occasione di acquisto, le quotazioni hanno recuperato quasi per intero lo scivolone di due settimane fa, dimostrando che il posizionamento degli investitori è ancora sul risk on. Attualmente sul mercato azionario americano siamo in presenza di un trend laterale, mentre in Europa l’andamento è moderatamente positivo, si attendono le violazione di livelli tecnici importanti affinché venga confermato il proseguimento del trend positivo dell’equity. 

Questa settimana attenzione, negli Stati Uniti, agli indici Ism manifatturieri, agli ordinativi industriali di febbraio, agli ordini di beni durevoli e di beni di investimento. Nella giornata di venerdì usciranno i dati mensili del mercato del lavoro, atteso il numero di nuovi posti di lavoro creati e il tasso di disoccupazione stimato al 4,7%.

Attese le Minutes del meeting del Fomc tenutosi a metà marzo, da queste potrebbero sorgere importanti considerazioni sulle tempistiche dei futuri rialzi dei tassi statunitensi. In Eurolandia previsti i dati sulla disoccupazione che dovrebbe attestarsi al 9,5%. Indici Pmi tedeschi, francesi e italiani attesi in linea a quelli del mese precedente.

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