Nel 2016 sono diminuite le aperture di attività con partita iva in Liguria: 12.627, -0,98% rispetto al 2015. Un calo inferiore rispetto al totale nazionale che è del 3,34%. Il crollo c’era stato l’anno precedente, cioè il 2015 (12.677), se paragonato con il 2014: -14,16%. Il dato emerge dalle statistiche raccolte dall’Osservatorio partite iva del dipartimento delle Finanze del Mef.

Quasi tutte le regioni del Nord (salvo le province di Trento e Bolzano e la Valle d’Aosta), segnano un trend negativo molto più ampio: Piemonte -1,64%, Lombardia -2,39%, Veneto -3,28%, Friuli Venezia Giulia -5,30%, Emilia Romagna -3,80%.

Secondo il dipartimento delle Finanze tale risultato potrebbe essere stato influenzato dal fatto che nel 2015 era aperta l’opzione tra il nuovo regime fiscale “forfetario” e il preesistente regime “di vantaggio” (scelta non più consentita da gennaio 2016).

L’inizio del 2017 (mesi di gennaio e febbraio) vede però un’inversione di tendenza, per ora: 3.336 le nuove partite iva, pari a un +4,97%.

Non sono disponibili dati regionalizzati per quanto riguarda la classificazione per settore produttivo, ma è facile pensare che la Liguria non si discosti molto dal resto d’Italia: il commercio la fa da padrone con il 22,8% del totale, seguito dalle attività professionali (13,5%) e dall’agricoltura (11,5%).

Il regime forfetario rappresenta il 27% del totale delle nuove aperture.

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