A cura di Pietro Ripa in collaborazione con Roberta Ghilardi

Performance positive per l’A&Mc index (vedi box più avanti) nel primo bimestre dell’anno, con una crescita pari al +10,22% registrata tra l’inizio del 2017 e il 28 febbraio. Netto progresso rispetto alle performance del S&P500, che registra una leggera crescita, pari al +4,09%, e all’Eurostoxx 50, il cui andamento è sostanzialmente flat (crescita del +0,06%). Negativo invece il Ftse Mib Italia, che registra una contrazione del -3,63%, penalizzato fortemente dalla performance negativa del settore bancario (Ftse Italia Banche registra infatti un decremento del -8,31%, fonte Borsa Italiana).


Buone prospettive sembrano quindi aprirsi per il mercato dell’arte del 2017. Nonostante il 2016 sia stato un anno di grande incertezza, conclusosi con un netto calo del fatturato globale dei principali operatori di mercato, i mesi di gennaio e febbraio sono stati positivi per le aziende del settore quotate in borsa.

Rispetto ai principali indicatori globali, il paniere di aziende analizzato (per il calcolo dell’indice sono stati considerati i prezzi giornalieri delle azioni di 12 aziende quotate in borsa operanti nel settore artistico: Sotheby’s, MCH Group, Artprice, Artnet, Art Vivant, Shinwa Art Auction Co., Stanley Gibbons, Seoul, Collectors Universe, USS Co., Takung Art Co., Spectrum Group International), si mostra in netto vantaggio (+7,85% al termine del bimestre, rispetto a una media dei tre indici sopra citati), suggerendo un’inversione di tendenza rispetto ai deludenti risultati del 2016, che sono andati migliorando soltanto negli ultimi mesi dell’anno, accrescendo l’interesse degli investitori.

L’Art&Collectibles Market Index (A&Cmi), a cadenza quindicinale, illustra l’andamento complessivo di 12 aziende internazionali quotate in borsa e operanti nel settore delle arti, dei beni da collezione e investimenti di passione. L’indice, calcolato sulla base dei prezzi azionari giornalieri, viene posto in relazione ai più rappresentativi indici internazionali e locali: l’indice globale di borsa americano (S&P 500), quello europeo (Eurostoxx 50) e quello nazionale (Ftse Mib), al fine di determinare e comprendere il livello di correlazione esistente tra il cluster di aziende selezionate operanti nel campo dei collectibles e replicate nell’A&Cmi e l’andamento delle diverse economie internazionali.

Nelle aste di novembre e dicembre, nonostante le dinamiche politiche ed economiche non fossero molto promettenti (vista la contemporanea elezione del presidente degli Stati Uniti e le tensioni sui tassi d’interesse a livello internazionale), i risultati ottenuti dalle principali case d’asta globali, hanno controbilanciato gli scarsi risultati d’inizio anno, registrando bassi tassi di unsold e livelli medi di prezzo superiori alle stime. Di conseguenza, l’indice borsistico delle società operanti in campo artistico ha registrato un forte apprezzamento. Tale aumento è dovuta principalmente alla crescita del prezzo di Sotheby’s (circa un quarto del totale di capitalizzazione del nostro paniere), con un prezzo delle azioni passato da un minimo mensile di $ 38,95, registrato il 1° febbraio, a $ 45,13 sui massimi di febbraio, con una crescita che supera il 15%, sulla scia dei positivi report StrongBuy usciti nel mese precedente (attualmente 3 StrungBuy, 1 Hold, fonte Nasdaq). Secondo le maggiori case d’investimento che seguono il titolo, l’incremento del prezzo sarebbe attribuito alla presentazione dei risultati relativi allo scorso trimestre, che battono ogni previsione. La casa d’aste ha riportato un guadagno pari a $ 1,35 per azione, superando le stime che si attestavano a $ 1,17 per azione. Un anno fa, per lo stesso periodo, la casa d’aste riportava una perdita trimestrale del 17,02% per azione, e nonostante le vendite trimestrali siano in calo rispetto all’anno passato (per un totale di $ 308,7 milioni rispetto ai $ 335,8 milioni registrati per lo stesso periodo dell’anno scorso), la crescita dei prezzi comprova la mutata tendenza di mercato.

Performance positive sono state registrate anche da altre aziende osservate. Art Vivant, per esempio, azienda che si occupa di fornire servizi ad organizzazioni operanti nel mondo dell’arte, registra nel mese di febbraio una crescita pari a circa il 10,46% del suo prezzo d’azione iniziale, mentre Collectors Universe, fornitrice di servizi diversi ai collezionisti ed appassionati d’arte, attesta una crescita pari a circa il 12,07% rispetto al suo prezzo d’apertura.

Discorso a parte meritano le principali piattaforme online del settore. Febbraio è stato un mese di stasi per Artnet, che apre e chiude il periodo con il prezzo di 2,60 euro per azione, mentre negativi sono i risultati mensili registrati da Artprice, con un calo di circa l’11,42%. Dal nostro punto di osservazione, il risultato negativo è dovuto alla cautela mostrata dai collezionisti alla luce dei risultati in flessione del 2016, che potrebbe aver disincentivato l’utilizzo di queste piattaforme e il relativo interesse da parte degli investitori stessi.

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