Cinque anni di crisi economica, tagli di risorse agli enti locali e disgregazione del sistema politico italiano non hanno impedito all’amministrazione comunale genovese di proseguire con coerenza lungo le linee guida del suo programma, senza diminuzione delle risorse dedicate al sociale, e con importanti realizzazioni nella difesa del territorio, nello sviluppo turistico e nell’utilizzo delle aree industriali. Così il sindaco di Genova, Marco Doria, nella conferenza stampa di fine mandato, ha riassunto le vicende della sua amministrazione.

«Rifiuto come mistificazione – ha detto Doria – l’idea di una Genova ferma per cinque anni che alcuni hanno voluto fare passare. Sono stati cinque anni di sofferenza inaudita per le amministrazioni locali, con tagli di rsorse continui e con cambi di scenario ogni anno: non si potevano mai sapere le regole del gioco perché ogni anno cambiavano. Sono stati anche anni di crisi economico-sociale e di disgregazione del sistema politico italiano. In queste condizioni siamo riusciti a gantire la stabilità amministrativa, affrontando difficoltà notevolissime, e a procedere con coerenza lungo le nostre linee guida».

«La nostra – ha precisato il sindaco uscente – è stata un’amministrazione pulita e trasparente, non abbiamo nascosto la polvere sotto i tappeti. E nonostante i tagli agli enti locali siamo riusciti a ridurre l’indebitamento del Comune di oltre 100 milioni, senza sottrarre neppure un euro al sociale. In questi anni – ha proseguito Doria – sono state realizzate o avviate opere di risanamento idraulico del territorio mai fatte prima. Per quanto riguarda lo svilupo del settore culturale e turistico, che è stato notevole, non posso dire che prima non si fosse fatto nulla: lo sviluppo turistico è iniziato nel 1992 e ha avuto tappe importanti come il 2004, anno di Genova capitale europea della cultura. Abbiamo continuato un percorso ma facendo un salto di qualità come città turistica, senza beneficiare di eventi e risorse straordinari».

Un’amministrazione, secondo Doria, che «ha un’idea di città: abbiamo seguito la realizzazione del III Valico e adottato una politica che prevede aree anche industriali e punta su alcuni caposaldi come gli Erzelli e Blue Print». Doria ha ricordato i casi di Esaote, delle aree ex Piaggio, di quelle siderurgiche dove ora lavora Ansaldo Energia, e quelle ex Piaggio, che rimangono industriali, i progetti per l’ex caserma Gavoglio e l’ex ospedale psichiatrico di Quarto, la difesa e la riqualificazione dei parchi cittadini, Acquasola, giardini di Villetta Di Negro, Villa Pallavicini, Nervi.

Il sindaco ha sottolineato il «reciproco profondo rispetto dei membri della giunta», «una giunta molto coesa» e ha rigraziato i dipendenti del Comune: «la macchina comunale ha lavorato molto e in questi cinque anni ha subito una diminuzione di 800-900 unità»

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here