Dietro la pesante tenda blu dell’ingresso, sotto la volta a padiglione della Loggia di Banchi, si apre un mondo di luci, suoni, immagini e oggetti. E a fianco delle gigantesche statue del Seicento dei benefattori della città, provenienti dall’antico ospedale di Pammatone, troviamo quelle, altrettanto gigantesche, o a grandezza naturale, dei personaggi più popolari del cinema di fantasia, gli eroi Marvel, e King Kong, Batman e Joker, Frankenstein, Darth Vader. Siamo dentro la mostra Cinepassioni, curata da Luca Malavasi, docente di Storia e critica del cinema all’Università di Genova, con la collaborazione dello storico Ferdinando Bonora e organizzata dal Comune, visitabile alla Loggia dei Banchi fino al prossimo 30 luglio.

Una mostra che ha il suo perno nel rapporto tra immagini e spettatori e parte dalla moderna passione per le “visioni luminose”, e quindi dalle lanterne magiche, per continuare con la storia della tecnologia, professionale ma anche amatoriale e arrivare alle nuove pratiche e ai nuovi modelli di oggi, con un angolo dedicato alla “realtà virtuale”. Qui il visitatore, indossando occhiali e cuffie speciali, ha l’impressione di entrare fisicamente nelle immagini proiettate, di aggirarsi tra le strade di un villaggio del West americano nel mezzo di uno scontro a fuoco mentre, sospinti dal vento, rotolano gli arbusti rinsecchiti di Salsola che abbiamo visto in tanti film di cowboys, indiani e sceriffi, oppure trovarsi a galleggiare nello spazio tra le astronavi del cinema di fantascienza.

Il materiale proviene da tre importanti realtà legate al cinema presenti a Genova: la Cineteca D.W. Griffith, fondata da Angelo Humouda, la collezione intitolata a Stefano Pittaluga e la Collezione Cine Ciak, rispettivamente centrate sul patrimonio filmico, sulla tecnologia cinematografica e sull’oggettistica.

La mostra è divisa in quattro sezioni:

La prima racconta il “cinema prima del cinema”, con un’installazione video a quattro canali creata appositamente per la mostra e all’esposizione di “macchine della visione” come lanterne magiche, vetrini per lanterna e camere ottiche.

La seconda è interamente dedicata a una selezione di tecnologia cinematografica, suddivisa nella classica “filiera” della produzione: ripresa, edizione, proiezione. In questa sezione sono esposti macchinari sia professionali sia amatoriali, italiani e stranieri, dalle origini alla metà del Novecento.

La terza del percorso conduce dalla “fabbrica” del cinema al suo prodotto finito, il film, insistendo in particolare sul momento della visione.

La quarta e ultima parte del percorso si concentra infine su alcune pratiche, sociali e culturali, che prolungano e solidificano il rapporto con il cinema: prima una piccola sezione di paratesti cartacei, che testimoniano di altre forme di passione come la cinefilia delle riviste e il divismo, e di rielaborazione dell’esperienza cinematografica nella critica. Poi un’ampia selezione di oggetti provenienti dalla collezione Cine Ciak: statue, busti, action figures, modellini, diorami, 3D recreations, giocattoli, manifesti, costumi, movie props, memorabilia, gadget e altro ancora, riferiti tanto ad alcuni film del passato quanto a blockbuster contemporanei, da Star Wars a Harry Potter, da Superman a Spiderman.

Poco lontano dalla Loggia della Mercanzia, in via dei Conservatori del Mare, in un’area liberamente accessibile giorno e notte, si sviluppa un percorso “fuorimostra”  dove vengono presentate alcune suggestioni legate al cinema a Genova e in Liguria, insieme ad altre realtà di collezionismo genovese. Genova e la Liguria, del resto, furono e sono tuttora sede di società e stabilimenti di produzione, set cinematografico, patria e luogo di passaggio e lavoro di produttori, registi, attori, scenografi di fama locale o internazionale.

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