Scordatevi il classico tour organizzato con la guida munita di bandierina e uno stuolo di persone con lo sguardo all’insu. “C’è pesto per te” è un tipico esempio di turismo esperienziale, in cui il turista interpreta un ruolo all’interno di una storia organizzata e definita e si diverte scoprendo – in questo caso – gli ingredienti del pesto nei luoghi dove si possono acquistare: nelle botteghe e sui banchi del Mercato Orientale.

Da sin. Puppo, Berrino, Cattaneo, Testa

Ad accogliere i partecipanti sarà Luisa Puppo, fondatrice con Umberto Curti (con cui condivide anche la Welcome Management, società di consulenze per il marketing e la formazione nei settori turismo, commercio, artigianato agroalimentare) di Ligucibario, un dizionario-atlante del made in Liguria enogastronomico, con approfondimenti, contenuti ed eventi-degustazione. Puppo interpreta la cugina di una nonna centenaria, che coinvolge i cugini (i turisti) in una ricerca per recuperare la ricetta originale del pesto. La nonna però, si è divertita a seminare indizi laconici.

Quasi sei ore di impegno tra caccia al tesoro, scoperta dei migliori abbinamenti enologici migliori attraverso un’enoteca, show cooking, prova pratica di preparazione di pesto al mortaio e banchetto celebrativo in un’antica osteria. Al termine brindisi finale, foto di gruppo e consegna della ricetta del pesto ricostruita e filmata dai partecipanti.

«Il turista diventa “genovese per un giorno” – spiega Puppo – questo tipo di narrazione esalta le tipicità dei luoghi ed è in crescita in tutto il mondo». La conferma arriva dall’azienda milanese che è specializzata in questo settore: Artès, acronimo di animazione relazionale per il turismo esperienziale: «Abbiamo dato il via a un modello che stiamo espandendo in tutta Italia – racconta il presidente Maurizio Testa – cercando di recuperare quote di turisti interessati a questo tipo di esperienza a Paesi come Francia, Spagna e Portogallo. Il turismo di questo tipo è molto diffuso nell’Europa Occidentale e piace tantissimo ai cinesi, che sono “big spender” non sul lusso, ma sui contenuti».

Per ora però “C’è pesto per te” si svolge in italiano e in inglese. Il pacchetto “vip” costa 196 euro a persona per un gruppo minimo di 12 partecipanti.

«I turisti ormai a Genova non si accontentano più dell’Acquario – evidenzia Oscar Cattaneo, vicepresidente per i mercati di Ascom Confcommercio Genova – anche noi stessi quando andiamo a visitare una città privilegiamo il mercato e questa iniziativa è un’occasione per valorizzare il Mercato Orientale».

Artès forma direttamente le persone che si occuperanno di interpretare il ruolo principale: «Non si tratta di guide turistiche, ma degli animatori – specifica Testa – è come se il turista venisse catapultato in una piccola fiction. Sinora ne abbiamo formati un centinaio in tutta Italia e l’intermediario che compra la proposta, sa che avrà un prodotto di qualità».

A Portofino l’altra “esperienza” in Liguria promossa da Artès: un’immersione nell’epoca in cui i pirati corsi usavano mettere a ferro e fuoco la parte più ricca della costa ligure, costringendo i pescatori a trasferirsi sulle colline dell’attuale parco di Portofino. I turisti interpreteranno i pescatori costretti a cambiare lo stile di vita, loro malgrado diventando agricoltori e montanari. Si imparerà a riconoscere le erbe del bosco e ad apprendere come si usano in cucina. Non mancheranno delle sorprese speciali quando si scenderà nuovamente verso le spiagge.

In un mercato mondiale di 1,2 miliardi di viaggi, Testa spiega che il 40% include una domanda di esperienzialità: «Questo nuovo sistema prvede però un’aggregazione di tutta la filiera e la sensazione di genuinità. L’Italia può recuperare competitività in questo settore grazie al fatto che gli italiani sono un popolo amato da tutto il mondo».

Situazioni che possono essere studiate e vissute solo in un determinato luogo perché così se ne ripercorre la storia e la tradizione, ma il modello Artès è in espansione: «Situazioni simili possono essere proposte anche per le aziende locali che vogliono attuare un marketing diverso dal solito, costruendo una storia su loro stesse».

Le esperienze di turismo esperienziale saranno veicolate attraverso i social network e rilanciate dall’hashtag #lamialiguria.

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