Meno sale si può: lo dicono anche i ristoratori liguri

L'iniziativa di Camera di commercio di Genova, Sinu, a cui aderiscono anche i ristoratori di Genova e Liguria Gourmet, per la Settimana per la riduzione del sale (20-26 marzo)

La quantità consigliata dall’Oms, Organizzazione mondiale della sanità, è di 5 grammi al giorno, ma ne consumiamo circa il doppio. Stiamo parlando del sale, troppo nella nostra dieta quotidiana e nemico della nostra salute. È per questo che nella Settimana mondiale per la riduzione del consumo di sale promossa dal Wash (World Action on Salt & Health) , dal 20 al 26 marzo, anche Camera di commercio di Genova e Sinu, società italiana di nutrizione umana, promuovono l’iniziativa “Con meno sale si può”. Vi aderiscono anche i ristoratori di Genova e Liguria Gourmet che, per l’occasione, proporranno in settimana alcuni piatti tipici regionali a basso contenuto di sale sensibilizzeranno i clienti all’uso moderato di sale.

Wash è una organizzazione non governativa, istituita nel 2005 con l’obiettivo di migliorare la salute delle popolazioni di tutto il mondo tramite una graduale riduzione dell’assunzione di sale e  lavora per incoraggiare le aziende alimentari multinazionali a ridurre il sale nei loro prodotti. L’obiettivo finale è quello di realizzare una riduzione dell’apporto di sale in tutto il mondo.

«Bello e soprattutto sano continuare questa collaborazione con la Sinu, iniziata tre anni fa – commenta il presidente dell’ente camerale genovese, Paolo Odone – e mi fa piacere il coinvolgimento dei ristoratori di Genova Liguria Gourmet, ambasciatori della ristorazione genovese di qualità nel mondo, che propongono un’ottima cucina di tradizione, che valorizza i prodotti del nostro territorio, all’insegna dello slogan meno sale, più salute».

I danni provocati dal sale sono “silenziosi”: un abuso di questo prodotto si traduce in un progressivo aumento della pressione arteriosa e può condurre nell’arco di alcuni anni a malattie cardiache, ictus cerebrale e malattia renale cronica.

Alla campagna aderisce come sempre la Sinu, Società italiana di nutrizione umana che con  studiosi ed esperti della nutrizione nei suoi differenti aspetti si propone di affrontare le tematiche nutrizionali in modo multidisciplinare contribuendo alla soluzione dei problemi presenti in questa area attraverso attività di vario tipo.

«Prodotti da forno, formaggi, salumi e insaccati sono gli alimenti che hanno un alto contenuto di sale – spiega Paolo Simonetti, di Sinu – Occorre prestare attenzione e cercare di ridurre un consumo che, oggi in Italia, si attesta sui 10 grammi giornalieri. La quantità accettabile è di cinque grammi».

Difficile trovarlo nei canali di distribuzione, il sale di sedano si può realizzare anche in casa facendo essiccare il sedano aperto e tagliato a pezzetti nel forno (circa quattro ore a 50°). Poi, sminuzzarlo e riporlo in un contenitore.

Ridurne le dosi, sostituirlo con erbe e spezie e altri alimenti saporiti, come il formaggio Grana o il Parmigiano: diminuire il consumo di sale nelle proprie cucine non è poi così difficile. Servono più attenzione alle dosi e qualche piccolo accorgimento, anche fai-da-te, come il “sale di sedano”.

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