È guerra aperta tra correnti e spezzoni dell’M5S genovese. Mentre nel consiglio comunale di Genova ormai il partito di Beppe Grillo ha perso quattro dei suoi cinque eletti, Francesco Battistini, che ha lasciato il gruppo regionale pentastellato nei giorni scorsi, attacca la capogruppo regionale Alice Salvatore, dopo la vittoria di Marika Cassimatis alle elezioni on line per la candidatura a sindaco di Genova. Cassimatis, insegnante, ha ottenuto 362 voti, il suo antagonista, il direttore d’orchestra Luca Pirondini, 338. Pirondini, a sua volta, chiede che “ vengano resi pubblici i nomi e numeri dei votanti”.

“Ieri – scrive Battistini in un comunicato – si è chiusa, nel peggiore dei modi, la parabola politica di Alice Salvatore. Nonostante un Metodo Genova studiato e preparato da lei fin nei minimi dettagli per poter occupare, con il candidato Sindaco Luca Pirondini e una lista blindata di suoi fedelissimi, tutti i ruoli istituzionali nella città di Genova, la base del MoVimento, quella calpestata e disconosciuta, l’ha bocciata sonoramente con un messaggio chiaro e inequivocabile”.

“Persino gli ultimi disperati tentativi di manipolare la votazione finale – sostiene Battistini – sono naufragati miseramente”.

Secondo l’ex M5S, che ha costituito il gruppo Libera-Mente Liguria, “non sono bastati: la votazione avviata improvvisamente e in modo del tutto inaspettato, la drastica compressione dei tempi delle consultazioni, la scelta di un giorno feriale e di un orario lavorativo; la mancata informazione agli aventi diritto al voto, con una mail di avviso inviata solo ad una parte degli attivisti e comunque in tempi dilatati e diversi; la limitazione del diritto al voto ai soli attivisti residenti nel Comune capoluogo, ritenuto evidentemente proprio feudo incontrastato, sconfessando le consuete modalità di voto previste nei comuni capoluogo. A completamento di questa brutta pagina, l’intervento inopportuno, pubblicato sul web da uno dei fedelissimi di Alice Salvatore, nonché personaggio notoriamente molto introdotto nel sistema M5S, e che, alla luce del risultato finale, sembrerebbe stato ispirato da una conoscenza diretta sia dell’andamento del voto sia dei nominativi dei candidati consiglieri, entrambi segreti”.

Battistini attribuisce “la responsabilità di questa sconfitta e delle sue inevitabili conseguenze politiche” anche “a quei vertici, sia occulti che palesi, come nel caso di Luigi Di Maio, che hanno fortemente voluto, appoggiato e sostenuto, anche pubblicamente, questa operazione che ha, di fatto, lacerato il MoVimento a Genova”.

Intanto Pirondini, congratulandosi con la vincitrice e augurandole di vincere le elezioni comunali, annuncia nella sua pagina Facebook che chiederà a Grillo “che vengano resi pubblici i nomi e numeri dei votanti” che si sono espressi ieri online. Sono certo – spiega – che persone che da mesi sostengono deliberatamente altre liste non siano state decisive nella votazione, perché è evidente che chi da mesi sostiene altre liste non avrebbe nemmeno dovuto votare. Ok la democrazia, ma far scegliere i propri candidati ad avversari politici solo perché ancora abilitati al voto online mi parrebbe un tantino eccessivo. Ma sono certo che non sia cosi’”. Pirondini si riferisce ai simpatizzanti della lista Effetto Genova, formata da quattro consiglieri comunali genovesi fuoriusciti dall’ M5S.

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