Un primo incontro a dicembre. Poi una visita a gennaio e un secondo sopralluogo lo scorso giovedì. Si fa sempre più concreta l’ipotesi di un coinvolgimento franco-svedese nel futuro di Villa Nobel, la residenza sanremese dove trascorse gli ultimi anni della sua vita l’inventore della dinamite.

Una mano tesa che potrebbe arrivare grazie a uno o più benefattori privati, in grado di reperire i fondi necessari per riaprire il salone delle conferenze. E forse per togliere le castagne dal fuoco alla Provincia di Imperia, proprietaria dello stabile ma a corto di fondi. «La Provincia è stata spogliata delle sue funzioni in ambito turistico», spiega il presidente dell’ente Fabio Natta. Lo stesso che, venerdì scorso, aveva presentato un esposto cautelativo contro i mancati trasferimenti statali che impediscono di mettere in sicurezza strade e scuole. «Villa Nobel non è attualmente nella lista dei beni alienabili ma è ovvio che si andrà verso un qualche tipo di dismissione», ha aggiunto Natta, manifestando al contempo la «ferma volontà politica di mantenere la vocazione pubblica e museale del prestigioso stabile».

Alla trattativa partecipa anche il Comune di Sanremo. Gli interlocutori sono il console onorario di Svezia a Nizza Ake Almroth e il Comune di Nizza, tramite la consigliera alle relazioni transfrontaliere Laurence Navalesi. «Il console ha voluto manifestarci il forte interesse della comunità che rappresenta nei confronti del patrimonio di Villa Nobel», ha detto Natta. Oltrefrontiera è presente una comunità di svedesi che risiede in modo permanente o saltuario in Costa Azzurra, e contribuisce a far crescere il turismo d’affari. Sempre a Nizza e dintorni hanno luogo da alcuni anni conferenze, convegni e appuntamenti nei giorni che precedono la cerimonia dei Nobel a Stoccolma. La vicinanza con la Villa che fu il “nido” dell’inventore svedese è dunque un “atout” quasi obbligato.

Il museo è visitato ogni anno da circa 8 mila persone, con gli svedesi in terza posizione dopo italiani e francesi. A manifestare interesse per un coinvolgimento nella gestione c’è anche la Fondazione ausiliaria dell’Istituto internazionale di diritto umanitario, nata per il “fund raising” e la promozione delle attività a favore della dirimpettaia Villa Ormond, sede sanremese dell’istituto. «Gli unici incontri ufficiali – chiarisce Natta – sono avvenuti lo scorso anno con la Fondazione Nobel e negli ultimi mesi con il consolato di Svezia. Ci sono state diverse richieste di informazioni a testimonianza di una vivacità su questo argomento. Non escludo che in futuro ci potranno esserci sviluppi concreti». Un nuovo appuntamento con la delegazione franco-svedese è già fissato nei mesi a venire.

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