L’Università degli Studi di Genova perde posizioni nella classifica degli Atenei italiani. A dirlo è l’analisi del quotidiano economico finanziario Sole 24 Ore, che anche quest’anno ha identificato le migliori e peggiori università del Paese, assegnando a ciascuna un punteggio sulla base di 12 indicatori: attrattività, sostenibilità, stage, mobilità, borse di studio, dispersione, efficacia, soddisfazione, occupazione, ricerca, fondi esterni, alta formazione.

Gettando uno sguardo sulla classifica generale, l’Ateneo genovese si piazza al 35esimo posto con 42 punti, un bel salto indietro rispetto al 29esimo posto del 2015. In testa c’è Verona (81 punti), seguita da Trento (79) e dal Politecnico di Milano, a pari merito con Bologna (76 punti). Guardando solo all’aspetto della didattica, la classifica vede Genova al 33esimo posto (6 posizioni in meno rispetto allo scorso anno), mentre sotto l’aspetto della ricerca il capoluogo è addirittura 39esimo (3 posizioni in meno sul 2015).

Nella classifica riguardante la didattica, tra le migliori troviamo la Dotta: Bologna, che quest’anno scavalca il Politecnico di Milano, è prima con 77 punti. Al terzo posto il Politecnico di Torino. Nella classifica dedicata invece alla ricerca, Verona torna in testa con 98 punti, mantenendo la postazione del 2015, così come Trento al secondo posto. New entry sul podio è invece Padova, che quest’anno guadagna due posizioni.

Guardando più in dettaglio, l’Ateneo genovese avanza in classifica solo per ciò che riguarda l’indicatore dello stage (che si riferisce alla percentuale di crediti ottenuti in stage sul totale). Perde posizioni invece in attrattività (la percentuale degli immatricolati fuori regione), sostenibilità (numero medio di docenti di ruolo nelle materie di base e caratterizzanti), mobilità (percentuale di crediti ottenuta all’estero sul totale) e borse di studio (che si riferisce alla percentuale di idonei che ne hanno ricevuta una).

Qualche passo indietro anche per ciò che riguarda la dispersione, cioè gli immatricolati che si re-iscrivono al secondo anno nello stesso ateneo, e l’efficacia (la media pro capite dei crediti formativi ottenuti in un anno dagli iscritti attivi). Non migliora il giudizio dei laureandi sui corsi di studio svolti: la soddisfazione è l’indicatore che vede il piazzamento peggiore per Genova (51esimo posto). Indietro anche nell’occupazione (con cui il Sole identifica la percentuale di studenti occupati a un anno dal titolo). Invariati, così come per gli altri Atenei, i piazzamenti nei ultimi indicatori: ricerca (giudizi ottenuti dai prodotti di ricerca nella valutazione Anvur, l’Agenzia nazionale di valutazione del sistema universitario e della ricerca), fondi esterni (cioè la capacità di attrazione di risorse per progetti di ricerca) e alta formazione (giudizi ottenuti dall’alta formazione nella valutazione Anvur).

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