Quella sui licenziamenti annunciati da Cementir nel suo stabilimento di Arquata Scrivia «è una vertenza di respiro nazionale». Lo affermano i sindacati che hanno annunciato per venerdì prossimo la presenza, nella sede piemontese del gruppo, delle segreterie nazionali di Fenal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil.

Intanto ad Arquata i lavoratori sono in assemblea permanente da alcuni giorni, impegnati in un braccio di ferro con la direzione dell’azienda che «sta attuando una strategia antisindacale nei confronti della protesta dei lavoratori e chiudendo ogni spazio di dialogo con Rsu e sindacati», secondo quanto denunciano i sindacati impegnati nella vertenza aperta dopo il licenziamento di 260 lavoratori del Gruppo Caltagirone, dipendenti delle società Cementir Italia spa e Cementir-Sacci spa.

Secondo i sindacati, «il terzo colosso italiano del cemento (11 sedi distribuite su 10 regioni, 729 dipendenti) in questi mesi ha rifiutato di raggiungere un accordo nazionale per salvaguardare i livelli occupazionali ed evitato di sottoscrivere gli accordi territoriali. Laddove si è riusciti a siglare accordi e ricollocare i lavoratori licenziati, l’azienda li ha applicati contraddicendone lo spirito e peggiorando le condizioni di lavoro e contrattuali: niente tutele derivanti dall’articolo 18, contratti nazionali a ribasso, fino ad arrivare all’applicazione del Ccnl della logistica per coloro che lavorano in miniera».

Dai sindacati anche una dura accusa nei confronti della direzione aziendale del sito di Arquata Scrivia: «inaffidabile», viene definita, ricordando come si sia presentata all’appuntamento con Regione, Provincia e il Commissario di governo per Terzo Valico, convocato per discutere delle modalità di ricollocazione degli esuberi Cementir, «con già pronte le lettere di licenziamento per i 23 dipendenti, spedite subito dopo».

Ieri nel cantiere è giunto il segretario piemontese della Lega Nord Riccardo Molinari, mentre per lunedì è previsto un incontro con parlamentari e amministratori locali del Pd. E sul fronte del Terzo Valico un’ulteriore esortazione a commissariare il general contractor arriva dai due senatori componenti della commissione Trasporti di Palazzo Madama, Stefano Esposito e Daniele Borioli: «le sconcertanti intercettazioni delle conversazioni tra alcuni ex dirigenti Cociv non aggiungono nulla a quanto emerso il giorno stesso degli arresti: solo il commissariamento può rimettere in piedi, su gambe solide, trasparenti e credibili il processo di realizzazione del Terzo Valico» dichiarano i due parlamentari, facendo riferimento a una frase pronunciata da un ex dirigente del general contractor: “«C’è l’amianto, tanto la malattia arriva fra trent’anni». Esposito e Borioli, cui nella richiesta si è aggiunto anche il senatore dem Federico Fornaro, ricordano come siamo stati i primi a chiedere il commissariamento e la nostra sollecitazione ha trovato conferma nella valutazione dell’Autorità nazionale anti corruzione. A maggior ragione non possiamo che assicurare, ora, tutto il nostro impegno nel sostenere la richiesta che viene dalle amministrazioni locali, affinché il prefetto di Roma proceda con la massima urgenza nei provvedimenti del caso».

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