Dopo l’audizione di lunedì scorso in commissione consiliare e in attesa dell’approdo in consiglio comunale del provvedimento di aggregazione tra Amiu e Iren, il tavolo della piccola impresa di Genova, composto da Ascom-Confcommercio, Cna, Confartigianato, Coldiretti e Confesercenti, prosegue la propria attività per arrivare a una modifica sostanziale del testo della delibera presentata. Secondo la nota diffusa dalle associazioni di categoria, “l’unico risultato certo sarebbe quello dell’ennesimo salasso per cittadini e imprese genovesi, mentre moltissimi sono i punti interrogativi lasciati in sospeso. Per esempio su come verrà articolata la raccolta differenziata e come il piano industriale porterà razionalizzazioni e quindi riduzione dei costi”.

Le associazioni di categoria stanno sensibilizzando i consiglieri comunali e organizzeranno un presidio in sala rossa martedì 31 gennaio, giorno in cui la delibera sarà esaminata, e nel frattempo hanno scritto al sindaco Marco Doria chiedendo conto delle verifiche e degli impegni che l’amministrazione si era assunta nell’incontro dell’1 dicembre scorso.

Il tavolo si è inoltre rivolto al presidente della Regione Giovanni Toti perché intervenga a sbloccare una situazione critica rispetto a Scarpino e alla dichiarazione dello stato di dissesto idrogeologico.  Intervento che il tavolo aveva richiesto al Comune più di un anno e mezzo fa e che, secondo le associazioni di categoria, permetterebbe di abbattere i costi per la bonifica di Scarpino che attualmente saranno ripartiti su cittadini e imprese.

Secondo quanto si legge nella nota, “il punto più contestato della vicenda è quello della durata del mutuo per pagare la bonifica di Scarpino e gli extracosti del trasporto fuori regione, che se spalmato su soli dieci anni comporterebbe ulteriori aumenti per tutta la comunità genovese. Il ritorno alla durata trentennale è la condizione indispensabile per evitare altre chiusure o spostamenti di aziende”.

Contestata per gli stessi motivi anche la previsione di spese a carico dei cittadini, nel caso venga calcolato erroneamente il valore di Amiu e quindi della quota di capitale sociale che dovrà essere acquisita da Iren. Le associazioni hanno richiesto il mantenimento di un contatto forte e istituzionalizzato con il territorio, non semplicemente rimesso alla buona volontà degli amministratori, richiedendo l’inserimento di una delega espressa al presidente e la presenza di revisori nominati dalla Camera di commercio nel collegio sindacale.

Nel frattempo venerdì scorso, a Palazzo Tursi, Comune e sindacati hanno siglato un verbale che rappresenta un altro passo avanti verso l’integrazione industriale: nel corso del confronto è stato ribadito che l’operazione dovrà confermare i livelli occupazionali, i contratti vigenti nel gruppo Amiu e gli accordi integrativi aziendali. Sui lavoratori precari le parti hanno deciso di inserire nel dispositivo della delibera un mandato ad Amiu per l’avvio di un accordo aziendale che preveda la deroga al limite temporale di 36 mesi per le assunzioni a tempo determinato, per consentire da subito le assunzioni già autorizzate.

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