Luci e ombre sul settore artigiano delle costruzioni in Liguria. L’ultima dinamica mostrata dall’Ufficio Studi Confartigianato su dati Unioncamere-Infocamere, relativa al terzo trimestre 2016 sullo stesso periodo del 2015, mostra un calo pari all’1,4%. Ma si tratta di un calo stabile, se confrontato con quello registrato nel trimestre precedente, e ancora una volta il meno marcato d’Italia, dove si evidenzia invece una più ampia flessione del 2,3%.

La Liguria mostra dunque di reggere all’interno di un panorama complessivamente negativo, che interessa tutto il territorio nazionale: le macroaree che registrano gli andamenti peggiori sono le Isole (-2,7%) e il Centro (-2,5%), mentre, guardando alle singole regioni, i cali più marcati si trovano in Abruzzo (-3,8%), Molise (-3,6%), Valle d’Aosta e Sicilia (-3,1%).

«Ci sono alcuni dati positivi in Liguria, che devono però stabilizzarsi – commenta Paolo Figoli, presidente di Confartigianato Anaepa Costruzioni Liguria – e non possiamo ancora affermare quindi che il nostro settore abbia superato l’emergenza: sull’andamento dell’occupazione potrebbe incidere infatti la partenza dei lavori per importanti infrastrutture pubbliche, come il caso del Terzo Valico o della Variante Aurelia nello spezzino».

In Liguria le costruzioni contano 21.416 microimprese artigiane, così distribuite nelle singole province: 10.830 sul territorio genovese (-1% rispetto al terzo trimestre 2015), 4.644 a Savona (-2,35%), 3.692 nell’imperiese (-0,6%), 2.250 alla Spezia (-1,8%).

«Quel che è certo – aggiunge Figoli – è che in Liguria le costruzioni hanno bisogno di un deciso rilancio, sia nel settore pubblico, sia nel privato. Un rilancio che deve partire prima di tutto da un alleggerimento della burocrazia e da un migliore coordinamento tra uffici, troppo spesso cause di perdite di tempo e di denaro per le nostre imprese. Senza dimenticare che la chiusura delle Province ha determinato un calo delle figure professionali in grado di portare avanti pratiche e documentazioni, comportando quindi un ulteriore allungamento delle tempistiche».

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