La riduzione da 30 a 10 anni del recupero degli extra costi per la bonifica di Scarpino e del trasporto dei rifiuti extra Liguria preoccupa le associazioni di categoria. Come già scritto ieri, il piano industriale ottimizzato ideato da Iren per la gestione dei rifiuti a Genova dopo il matrimonio con Amiu, ha suscitato parecchia preoccupazione. Non solo delle associazioni che da sempre sono votate alla difesa dell’ambiente, ma anche degli imprenditori.

Ascom, Confesercenti, Confartigianato, Cna e Coldiretti (il tavolo della piccola media impresa genovese) sono stati auditi in commissione sviluppo e territorio a palazzo Tursi, spiegando le osservazioni alla delibera che dovrà essere votata in consiglio comunale.

I rappresentanti delle categorie sono preoccupati anche dal fatto che eventuali passività non rilevate in sede di due diligence vengano pagate dai cittadini con una riquantificazione della tariffa, meglio rideterminare le percentuali di partecipazione allora.

Con la Tari tra le più alte d’Italia, gli imprenditori sono allarmati da un possibile ulteriore aumento, ma non solo. La richiesta è di evitare quanto accaduto con il passaggio da Amga a Iren, con la perdita di punti di riferimento sul territorio e un call center per le imprese che risponde da Torino. Per questo la piccola impresa chiede l’istituzione di un tavolo di monitoraggio permanente, di esplicitare la delega ai rapporti con il territorio e di esprimere un membro del collegio sindacale in rappresentanza delle associazioni di categoria.

Il piano industriale, secondo il tavolo della piccola impresa, dovrebbe prevedere una riduzione progressiva dei costi del servizio, senza dimenticare forme di incentivazione per le utenze non domestiche che effettuano la differenziata.

Il piano industriale ottimizzato in effetti liquida questo tipo di utenze con “è previsto un sistema di raccolte dedicate”, senza entrare nel dettaglio.

A conclusione della commissione, i timori sembrano confermati: l’ipotesi è che la Tari aumenti anche del 6% a causa dei costi ulteriori di trasporto dei rifiuti fuori dalla Liguria durante il periodo di chiusura di Scarpino, ma il rischio è che l’aumento triplichi se la riduzione da 30 a 10 anni venisse confermata.

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