La riunione del Fomc (Federal Open Market Committee, organismo della Fed) ha catalizzato gli interessi degli investitori internazionali, la governatrice Yellen ha rialzato i tassi di sconto di un quarto di punto, come ampiamente atteso dai mercati. Una decisione presa all’unanimità, segnale che le precedente frizioni tra i membri votanti sono andate dissolvendosi. Il mercato del lavoro continua a mostrare un regolare miglioramento, mentre le previsioni inflattive continuano a essere molto più robuste di quelle considerate nei mesi appena trascorsi, tanto è vero che adesso gli analisti pronosticano nel prossimo futuro una politica monetaria ancor più restrittiva, stimando per il 2017 almeno 3 ulteriori rialzi dei tassi.

Tutto questo si è concretizzato sul mercato con un rafforzamento del dollaro statunitense che ha violato quota 1,04 contro euro, per poi stabilizzarsi poco sopra tale soglia, mentre sul mercato dei Treasury si sono viste ancora grosse vendite su tutta la curva, il decennale si è attestato intorno al 2,60%, con prossimo target al 3%. Il mercato azionario ha tratto beneficio da queste aspettative di economia in costante crescita, andando a testare nuovi massimi con il Dow Jones prossimo ai 20,000 punti, mentre lo S&P 500 fluttua intorno ai 2,250 punti. Il mercato sta già scontando l’effetto positivo dell’annunciata politica fiscale espansiva di Trump, adesso il rischio è che questa venga in qualche modo disattesa o attuata in modo più blando rispetto a quanto previsto.

Sul panorama nazionale continua a tenere banco il tema delle ricapitalizzazioni bancarie. Dopo moltissime vicissitudini, è partito l’aumento di Monte Paschi che si concluderà giovedì 22 dicembre, il periodo di conversione dei bond subordinati in azioni è stato prorogato fino al 21 dicembre. Il prezzo di emissione delle nuove azioni sarà compreso tra 1 e 24,9 euro, il 30% dell’aumento verrà riservato agli azionisti Mps, il 5% a investitori retail italiani, mentre il restante 65% a investitori istituzionali. Se l’aumento non dovesse risultare totalmente sottoscritto, entrerà in campo il governo italiano che simultaneamente dovrà adottare misure volte alla salvaguardia dei piccoli risparmiatori senza infrangere le leggi comunitarie in tema di aiuti di stato al sistema finanziario.

La settimana scorsa è stato svelato il piano sulla ricapitalizzazione Unicredit: si tratta di un aumento di capitale da 13 billion (oggi Unicredit capitalizza poco più di 17 billion), unitamente a questo verranno anche predisposte importanti dismissioni: quali l’asset management (vicino il closing con Amundi) e alcune partecipazioni estere tra le quali Pekao Bank. Infine il piano contemplerà ulteriori svalutazioni sui Npl, che vedranno il livello di copertura approssimarsi al 75% (il livello più alto in Italia). Al termine di questo articolato programma, Unicredit risulterà essere uno tra gli istituti finanziari continentali meglio patrimonializzati

Che cosa guardiamo questa settimana: nonostante nelle prossime settimane l’attività dei mercati rallenterà a causa delle festività natalizie, continueranno a uscire dati macroeconomici riguardanti la fiducia dei consumatori a livello comunitario e l’andamento del Pil in Olanda, Francia e Gran Bretagna. Questi, dati seppur importanti, tenderanno a non scuotere troppo i listini a causa della scarsa presenza di operatori sulle piazze finanziarie.

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