Nel mese di novembre la consueta analisi del web mondiale sul Pesto, condotta da Monitoring Emotion per l’associazione culturale Palatifini, ha messo in luce alcuni fenomeni interessanti e curiosi al tempo stesso.

Prima di tutto, le parole”Pesto alla Genovese”, usate con ironia dalla Gazzetta dello Sport dopo la bella vittoria del Genoa sulla Juventus e rilanciate in tutti i social, hanno generato una vampata di notorietà rispetto alla media, come si può vedere nel buzz del 27 e 28 novembre.

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Altro argomento che ha attratto molta curiosità e attenzione è il problema della conservazione del basilico per fare il pesto fuori stagione. Essiccarlo o congelarlo? In un articolo che è stato linkato ben 230 volte su diverse testate online americane con centinaia di migliaia di lettori, il suggerimento finale è: tritarlo, impastarlo con olio e quindi congelarlo.

Sempre americana l’informazione diffusa nel web di un avveniristico locale di Washington recentemente inaugurato in cui al tradizionale pesto genovese al basilico vengono aggiunti altri ingredienti a volte sconcertanti quali cavolfiore, zucca, radici arrosto, limone caldo e spaghetti fritti e altri ancora.

L’ultima curiosità riguarda gli influencer, persone o organizzazioni che causano con i loro messaggi la diffusione virale di informazioni sul web. Nel mese di novembre è emersa al secondo posto, dopo il Genoa, la persona di Roberto Panizza (presidente dell’Associazione ma anche imprenditore nel settore agroalimentare) che cita con un tweet le sue “Genoa Pesto Chips“, innovative patatine al gusto di Pesto, che definisce”anche buone!”. Messaggio che, con commenti vari, è stato ripreso da centinaia di fan.

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