Quattordicimila metri quadri di terreno abbandonato nel Parco di Portofino tornati a essere accuditi e produttivi, grazie all’iniziativa di un gruppo di giovani del posto.

Il progetto “La Portofinese” nasce circa sei anni fa. Un gruppo di ragazzi, Rolando Canepa, Carlo Capra, Alberto Garibaldi, nati e vissuti fra Santa Margherita Ligure e Portofino, fonda la Niasca snc di Carlo Capra & C. e comincia l’avventura della gestione del punto di ristoro denominato “Mulino del Gassetta”, all’interno del Parco di Portofino. Dopo due anni la società inizia anche l’opera di manutenzione di aree verdi, occupandosi esclusivamente di terreni situati sull’area del promontorio di Portofino. Questo gruppo di amici comincia così a vivere differenti aspetti del territorio: quello turistico; quello di salvaguardia del suolo; vede quotidianamente i numerosi terreni abbandonati che si trovano proprio nel cuore del Parco; osserva come i turisti che transitano nel Parco, che si fermano a mangiare al Mulino del Gassetta, sono sempre più attirati e attenti ai prodotti tipici, alle tradizioni, e hanno un’idea, che diventa progetto: recuperare i terreni abbandonati, riprendere le coltivazioni di un tempo, riportare agricoltura e animali su un territorio che per secoli ha vissuto dei prodotti della terra più che con il lavoro in mare.

«Un terreno – dichiara Carlo Capra a Liguria Business Journal – lo abbiamo acquistato, un altro era di un socio, altri ci sono stati dati in comodato d’uso gratuito da privati ed è la cosa ci fa più piacere, perché vuol dire che qui, sul territorio, c’è chi ha fiducia nel nostro progetto di recupero».

Capra e i suoi soci organizzano servizi turistici e didattici, in cui protagonisti sono gli asini. «Ne abbiamo tre – precisa Capra – li portiamo nelle scuole a scopo didattico e li adoperiamo per le gite e il trekking. In occasione della “Settimana asinina” come quelle che abbiamo organizzato a santa Margherita e a Rapallo, si aggiungono gli animali di una asineria. I nostri tre asinelli fanno anche qualche lavoro di trasporto da noi ma al 90% diciamo che il loro impegno è con i bambini».

Alla Niasca si affianca ben presto la società agricola “La Portofinese”, con gli stessi soci. Per questo primo Natale la Portofinese può presentare i suoi primi prodotti: il miele e la birra. Per il miele, le prime quattro arnie sono state collocate nel terreno del Prato, con vista su Cala degli Inglesi. Hanno prodotto circa 40 kg di miele, per quest’anno tutto millefiori. Il progetto è di collocare circa 20 arnie e smielare più volte all’anno, potendo così realizzare differenti tipi di miele. In particolare di erica e di corbezzolo, visto che il territorio è ricco di queste due piante.

Per la birra, è stato adibito un terreno, nella zona della diga, alla coltivazione del luppolo.

Quest’anno le piante erano solamente una quarantina, dalle quali sono stati raccolti quasi 10 kg di luppolo, ceduti a un’azienda che ne ha ottenuto 4.500 bottiglie di birra. «Abbiamo anche studiato – precisa Capra, la possibilità di produrre la birra noi stessi, sempre soltanto con ciò che offre il territorio, tra l’altro disponiamo dell’ottima acqua del rio Vitrale. Ma al momento si tratta solo di un’ipotesi. Andiamo per gradi. Qui le possibilità sono tante. Ci sono anche vigneti e uliveti. Le prossime produzioni saranno le castagne e i lamponi».

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