I vecchi alambicchi in rame per la distillazione sono stati sostituiti dai moderni recipienti in acciaio, la “corrente di vapore” ha preso il posto al fuoco diretto, ma La Vecchia Distilleria di Vallebona, in provincia di Imperia, è sempre la stessa e quest’anno compie ben 160 anni di storia.

Il titolare Pietro Guglielmi

Per festeggiare questo importante traguardo, l’azienda, guidata dal giovane Pietro Guglielmi insieme ai genitoridecide di investire sull’Acqua di Fiori d’Arancio Amaro, presidio Slow Food dal 2012 e prodotto che ha di fronte a sé un mercato particolarmente florido. Trecento le piante coltivate finora, ma l’obiettivo è quello di arrivare a cinquecento e, soprattutto, a quelle «55 tonnellate di prodotto raccolto da mio nonno nel suo ultimo anno di attività», racconta Guglielmi, che per adesso deve “accontentarsi” di circa 2 quintali di fiori, da cui derivano poco più di 200 litri di acqua di fiori d’arancio amaro e circa 200 grammi di oli essenziali. Numeri che, in base agli obiettivi dell’azienda, sono destinati a crescere: «Dalla nostra voglia e passione siamo riusciti a rimettere sul mercato un prodotto che era sparito, e che rappresenta invece un’eccellenza del nostro territorio, diventato addirittura il quinto presidio Slow Food dell’imperiese. Ora vogliamo migliorarci ancora». E intanto la distilleria ha affiancato la produzione “tradizionale” anche una piccola linea cosmetica, che conta fino a ora due creme per il viso.

Ma il “core business” della Vecchia Distilleria è rappresentato proprio dall’acqua di fiori d’arancio e dall’acqua di rose, impiegata sia in cosmetica, sia nel settore alimentare. A ciò si aggiungono gli oli essenziali, principalmente di lavanda, timo, rosmarino. Si tratta di un lavoro che necessita di tanta passione e dedizione, perché la raccolta dei fiori d’arancio è particolarmente minuziosa e la resa è bassa: «Le piante hanno bisogno di una decina di anni per essere pronte – descrive il titolare – E il prodotto richiede una raccolta precisa e delicata: i fiori adatti alla produzione, che vengono colti uno a uno, sono solo quelli aperti perché l’essenza è proprio nel petalo. Li conserviamo ma li lavoriamo nella distilleria immediatamente dopo il raccolto».

Guglielmi rinnova anche l’appello, lanciato tempo fa agli altri agricoltori, a puntare su questo prodotto: «Soprattutto da quando l’acqua di fiori d’arancio amaro è stata inserita tra i presidi di Slow Food, si è aperto un importante mercato internazionale – spiega – La richiesta, in particolare nel campo dolciario e della ristorazione, è in crescita: per questo può rappresentare una grande occasione per i giovani agricoltori per i prossimi decenni». Non è un caso che, oltre all’Italia, che resta uno dei principali mercati per l’azienda imperiese, La Vecchia Distilleria esporti anche in Francia, Germania, Regno Unito e, da quest’anno, anche in Danimarca.

LASCIA UNA RISPOSTA

Please enter your comment!
Please enter your name here