Sono 32 i Comuni liguri che superano il 65% di raccolta differenziata. Il doppio rispetto all’anno precedente. Il dossier di Legambiente sui Comuni ricicloni dipinge un quadro in miglioramento, ma con ancora molta strada da fare. I Comuni in regola con la legge rappresentano il 13,8% delle amministrazioni liguri, solo il 9% dei cittadini. Tradotto in cifre: fuori dalle percentuali di legge restano 1.434.166 abitanti.

I Comuni savonesi occupano le prime 14 posizioni, tra questi sette entrano per la prima volta in classifica, con aumenti della raccolta particolarmente significativi: Giusvalla (+23%), Cairo Montenotte (+20%), Cosseria (+24%), Altare (+29%), Dego (+33%), Piana Crixia (+23%), Boissano (+47%).

Giustenice è il migliore in assoluto: raccolta differenziata all’82,06%.

Il Comune di Genova è ancora molto indietro: aumento dello 0,86% rispetto al 2014: 34,57%. La provincia di Imperia con solo tre Comuni sopra il 65%, è la peggiore fra le quattro liguri, il Comune capoluogo sale al 36,93%.

Tra i Comuni costieri nella provincia di Genova, si registra il buon risultato di Sestri Levante: 71,27% di raccolta differenziata, con un aumento, rispetto all’anno precedente, del 39,17%, tutto questo grazie a un nuovo modello gestionale.

Quest’anno i risultati sono stati anche raggruppati come se esistessero già i bacini di riferimento che dovranno costituirsi le gare di affidamento dopo il 2020. Qui il link all’intero dossier.

comuni ricicloni
I Comuni ricicloni del 2015

«Il Comune di Savona è arretrato addirittura di 6 punti percentuali – evidenzia Santo Grammatico, presidente di Legambiente Liguria – il sistema perciò continua a faticare. Tuttavia quest’anno i Comuni riciclati sono raddoppiati, speriamo che anche l’anno prossimo succeda la stessa cosa». Anche perché a breve entreranno in vigore le sanzioni per i Comuni che non raggiungeranno il 45% di recupero dei materiali sulla raccolta differenziata, come ricorda l’assessore regionale al Ciclo dei rifiuti Giacomo Giampedrone: «Genova è l’unica esentata e ha una percentuale inferiore come obiettivo, vista la difficoltà, del 40%, ma non possiamo continuare a essere in emergenza. Abbiamo prorogato ancora di sei mesi l’accordo con il Piemonte per l’invio dei rifiuti dell’area metropolitana, fino a giugno 2017,  e poi stop a ogni accordo». La sanzione consiste in 25 euro a tonnellata sul differenziale mancante rispetto all’obiettivo. La somma verrà reinvestita come incentivo per la raccolta differenziata.

I 32 Comuni ricicloni sono lungimiranti secondo Giampedrone, «perché hanno iniziato un percorso quando ancora non esisteva la legge regionale che lo imponeva». La normativa regionale (n.20 del 2015) era stata tra l’altro impugnata dal Consiglio dei ministri, ma dopo un paio di riunioni a Roma la situazione è stata risolta con modifiche tecniche che verranno inserite nell’assestamento che verrà approvato a breve. Tuttavia l’assessore bacchetta l’effetto Nimby (Not in my back yard, non nel mio giardino), che riguarda anche gli impianti di trattamento dei rifiuti: «Un biodigestore evoluto tecnologicamente si paragona a un termovalorizzatore e si rifiuta a priori, non è corretto. L’organico poi, se lo trattiamo sul nostro territorio, avrà sicuramente meno costi».

I Comuni ricicloni, la premiazione
I Comuni ricicloni, la premiazione

Luca Piatto, responsabile area rapporti con il territorio del Conai, il Consorzio nazionale imballaggi, lascia intendere che c’è ancora margine anche per un ritorno economico: «I consorzi di filiera per ora danno alla Liguria 9 milioni. Tuttavia i rifiuti conferiti al sistema consortile si allineano alle cifre del Centro Italia più che del Nord: 60 kg/abitante all’anno, mentre al Centro è 65 kg e al Nord 85. La plastica, che è la parte economica più importante, potrebbe raddoppiare il contributo, aggiungendo ulteriori 4 milioni se dagli 11 kg/abitante attuali si arrivasse ai 19 kg del Nord (il Centro è a quota 15 kg/abitante)». Piatti spera in un rapido miglioramento anche a Genova, visto che Conai ha collaborato alla redazione del Piano di Amiu per la raccolta differenziata.

«Devo ringraziare i 970 abitanti di Giustenice – dice Renata Mazza, vicesindaco del Comune e assessore all’Ambiente – il premio è anche loro». Non c’è un grande segreto dietro all’exploit del centro nell’entroterra di Pietra Ligure: «Molti controlli e collaborazione, tanto lavoro. Abbiamo fatto e continuiamo a fare incontri informativi, non privilegiamo le multe, ma se durante i controlli notiamo qualche conferimento sbagliato, preferiamo avvisare il cittadino e spiegare come avrebbe dovuto differenziare». Giustenice attua un “Porta a porta totale”, una volta al mese uno scarrabile è a disposizione per la raccolta degli ingombranti, dello sfalcio e dei rifiuti tossici. «Abbiamo cominciato nel 2013 – ricorda Andrea Boido, dell’ufficio tecnico – eravamo intorno al 22-23%, cambiare il sistema ha cambiato i risultati. Siamo andati in appalto con Ata, entrando successivamente come soci. Loro svolgono un ottimo servizio, siamo contenti. Nel bando è stato importante inserire un capitolato che cercasse di prevedere tante cose, negli anni poi si è migliorato. Anche gli amministratori hanno dato giusti consigli, ma è pure fondamentale l’aspetto economico: il fatto di avere degli aiuti ci spinge ad andare avanti».

Un altro caso che è stato messo in evidenza è quello di Montalto Ligure (Im) in cui la raccolta differenziata si fa una volta alla settimana con un metodo particolare: è un asino a occuparsi di trasportare il materiale nelle strette stradine del paesino. Durante il resto della settimana sono invece i richiedenti asilo che, volontariamente, hanno deciso di dare una mano al Comune che li ospita.

 

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