Non capita tutti i giorni di incontrare qualcuno che ha fatto il “percorso al contrario”. Nell’epoca in cui in tanti emigrano a Milano per lavorare, Luca Marini è andato controcorrente. Per amore. Ha saputo però creare, grazie alle competenze sviluppate nella capitale economica italiana, un’azienda che a Genova è ormai sul mercato da 25 anni: Mips Informatica.

L’impresa oggi dà lavoro a 37 persone e fattura circa 7,5/8 milioni all’anno offrendo servizi per le aziende basandosi su un motto: “Dove la competenza di un team di professionisti incontra la qualità dei grandi marchi”. Mips vende hardware e software It, ha un portale e-commerce attivo 24 ore su 24, vende e noleggia stampanti e fotocopiatrici digitali con la formula “all in”, ma si occupa anche di sicurezza informatica, virtualizzazione di server e soprattutto offre assistenza continuata per ogni tipo di problema dell’utente. Ha 3500 clienti tra imprese dei servizi e del terziario, enti pubblici, sanità e istruzione, 850 anni/uomo di esperienza e più di 100 certificazioni attive.

Tornando all’inizio della storia, Luca Marini, dopo esperienze in multinazionali con sedi a Milano, decide di trasferirsi a Genova dove la moglie, Fiorella Ghignone, gestisce l’attività di famiglia nel mondo della moda (Liapull): «Era più sensato che mi muovessi io, visto che l’azienda è di Fiorella». Era il 1984, l’epoca della “Milano da bere” era appena iniziata, ma per Marini era molto meglio avere il mare a due passi da casa, visto che da quando aveva 4 anni frequentava la spiaggia di Rapallo (proprio in una di queste vacanze ha conosciuto la futura moglie) e in gioventù ha giocato anche a pallanuoto. Dopo aver lavorato come dipendente in una grossa azienda genovese, nel 1992 diventa papà e si mette in proprio, fondando la Mips (acronimo di milioni di istruzioni per secondo) insieme ad altri soci di Milano e Torino, «nel corso degli anni ho rilevato le quote e ora l’impresa è mia, sono amministratore unico».

Luca Marini
Luca Marini

Alle soglie dei 60 anni non è per nulla pentito «anche se aprire una società di questo tipo a Genova non era proprio una pensata eccezionale», eppure la formula di appoggiarsi a produttori leader del mercato (Microsoft, Hp, Fujitsu, Adobe, Canon, Dell, solo per citarne alcuni), con personale certificato, per seguire il cliente anche nel post-vendita, è stata vincente, al pari del sapersi evolvere alle esigenze nel corso degli anni.

Il core business sono le infrastrutture tecnologiche, ma da dieci anni ci sono cinque persone dedicate alla divisione “office”, cioè al noleggio, all’installazione e all’assistenza delle apparecchiature multifunzione per la stampa: «Ne abbiamo un migliaio in giro», spiega Marini, mentre si cammina nel “lato B” dell’azienda, quello dove sono conservati i toner per esempio, toner che vengono inviati direttamente al cliente quando il software collegato con la Mips, rileva che il livello d’inchiostro è arrivato tra il 30 e il 10% del totale.

Un’altra caratteristica è che chi arriva alla Mips è difficile che se ne vada: «Tanti sono qui da oltre 10 anni», dice con orgoglio Marini. Sarà merito del calcio balilla che fa bella mostra nell’open space aziendale? O anche delle politiche sul personale attente anche alle esigenze famigliari? «La nostra è un’azienda rosa, le nostre numerose dipendenti privilegiano un orario part-time», ma anche l’investimento sulla formazione del personale è evidentemente apprezzato dai dipendenti stessi.

La clientela di Mips rispecchia la connotazione territoriale dell’azienda: provincia di Genova, di Savona, della Spezia, ma anche la Toscana (c’è anche una filiale operativa a Firenze) e il Basso Piemonte: «Vorremmo espandere l’attività acquisendo piccole società nell’area di Imperia, Torino e Milano», annuncia Marini. Il cliente ideale è la società che ha dai 25 ai 250 computer installati, ma ci sono anche gli studi professionali. Solo per citarne alcuni, in ordine sparsi: Banca Carige, il Comune di Genova, le Università di Genova, Firenze, Padova, Prato e Siena, le Asl 2, 3 e 4 in Liguria e gli ospedali genovesi, il Cnr di Genova e Firenze, Poste Italiane a Genova, Costa Crociere, l’Aeroporto di Genova, Confindustria Liguria, il Rina, Sogegross, Abb, Siemens e molti altri.

«Siamo solidi finanziariamente – conferma Marini – ma sono cinque anni in cui non aumentiamo il fatturato. Abbiamo resistito alla crisi perché abbiamo portato via quote di mercato ai nostri concorrenti, tutti i nostri utili sono stati reinvestiti in azienda e forse è stata questa la nostra marcia in più».

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