Il sogno sarebbe trovare un nuovo Mark Zuckerberg o Bill Gates o Steve Jobs, in Liguria. Per restare coi piedi per terra è meglio cominciare a creare un humus per consentire a chi ha particolari caratteristiche, idee e genialità in ambito digitale, di poter emergere in una società che spesso non lo agevola.

Un digital shock, che Agostino Santoni, a.d. di Cisco Italia e presidente di Assinform (Associazione nazionale delle principali Aziende di Information Technology operanti in Italia aderente a Confindustria), aveva invocato nell’evento inaugurale del programma #Liguria2021 di Confindustria Genova, dedicato a tecnologia, ricerca e innovazione.

Nel secondo incontro di Liguria2021 si è cominciato a delineare un piano d’azione sui temi emersi dopo il primo evento.

Enrico Castanini, direttore genenerale di Liguria Digitale, traccia la linea per provocare questo digital shock, che per diventare progetto dovrà fare ancora molta strada e ottenere finanziamenti: «La tavola rotonda di re Artù era sinonimo di fare sistema, ipotizziamo un tablet rotondo per stimolare una sinergia tra istiuzioni, imprese, università e centri di ricerca. Lo shock digitale si dà creando competenze hightech non presenti sul mercato, partendo da 350 giovani, dando loro una formazione innovativa, che accenda la “scintilla”».

Castanini indica anche quattro punti focali: «Creare un percorso formativo atipico, consentire più pratica a supporto della teoria, dare più valore all’esperienza extra scolastica/accademica, creare spazio per la cosiddetta geek generation».

Tra i suggerimenti di Castanini per realizzare tutto questo c’è la creazione, per esempio di una network digital academy, ma anche la necessità di trovare volontari nelle imprese che facciano da sponda per questo progetto, il ricorso al crowdfunding e a strumenti online di condivisione operativa.

 

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