Con la presentazione dell’istanza al governo, l’Accademia Ligustica di Genova intraprende la strada verso la statizzazione. Un articolato percorso che la porterà, nel giro di tre anni, a diventare ente pubblico, beneficiando così di finanziamenti stabili. «Un presupposto necessario alla sua sopravvivenza − spiega il presidente dell’Accademia Giuseppe Pericu − visto che ogni anno che passa le risorse a disposizione sono sempre più scarse». I finanziamenti ricevuti dagli enti pubblici sono risultati negli anni appena sufficienti a coprire i costi. Nel frattempo, la mancanza di contributi statali ha avviato una situazione di crisi che si è parzialmente risolta con la vendita di parte del patrimonio artistico giacente nei depositi del museo. Una boccata d’ossigeno è arrivata poi con la legge di Stabilità, che, per il 2014 e il 2015, ha previsto finanziamenti per le Accademie di Belle Arti non statali.

«Il percorso di statizzazione e l’aumento del numero di iscrizioni pongono l’Accademia in controtendenza rispetto alle realtà nazionali, in cui il pubblico ricorre a forme di privatizzazione, mentre l’istruzione universitaria attira sempre minori iscrizioni», commenta Pericu. Quasi 500 gli studenti iscritti all’Accademia, circa 600 quelli del Conservatorio. Nel dettaglio, negli ultimi anni l’Accademia Ligustica ha registrato una crescita media del 10% delle iscrizioni annuali, con un boom nell’ultimo anno (un aumento compreso tra il 40 e il 50%).

Con la statizzazione (prevista già dalla legge 508 del 1999), quindi passando sotto l’egida del ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, lo Stato, di fatto, si addosserà gli stipendi del personale assunto a tempo indeterminato e determinato, nel rispetto della normativa nazionale del settore. Si tratta di un percorso lungo e articolato, che sarà supportato da Comune di Genova e Regione Liguria (entrambi enti finanziatori dell’Accademia, rispettivamente con circa 500 mila e 100 mila euro di contributo annuale) e che porterà a un ulteriore sviluppo dell’attività di alta formazione artistica svolta finora. «Abbiamo confermato la messa a disposizione della sede di largo Pertini e di palazzo Senarega − commenta Carla Sibilla, assessore alla Cultura del Comune di Genova − oltre ad aver programmato interventi di manutenzione straordinaria del palazzo dell’Accademia per migliorarne lo stato conservativo. Insieme alla Regione, il Comune iscriverà nel bilancio 2016-2019 gli importi necessari per contribuire al funzionamento dell’Accademia». Un sostegno che, anche da parte della Regione, non si fermerà con il processo di statizzazione, ma andrà oltre: «Credo che ci siano molti modi con cui possiamo collaborare e lavorare insieme − afferma Ilaria Cavo, assessore regionale alla Cultura − per esempio attraverso i bandi, soprattutto quelli di alta formazione, che la Regione lancerà. Mi auguro che l’Accademia possa attingervi per perfezionare e arricchire ulteriormente la propria offerta».

Parte integrante del percorso di statizzazione, l’accordo tra Accademia Ligustica e Conservatorio Paganini, grazie al quale nascerà il Politecnico delle Arti, un vero fiore all’occhiello di grande innovazione per l’arte e la cultura di Genova e della sua regione. Un polo formativo che punta a diventare anche un’eccellenza nazionale e internazionale. «Nell’ambito del percorso di statizzazione, lo Stato stesso ci chiede di collaborare per dare vita a questa nuova entità di cui si sta parlando molto in Italia, per esempio a Torino e a Firenze. Conservatorio e Accademia sono due realtà ben integrate, penso che insieme potremmo fare delle cose interessanti», commenta Pericu. Integrando arte e musica, il Politecnico si pone l’obiettivo di formare professionalità di alto e specifico profilo nelle aree di interesse comune.

 

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