Consueto appuntamento del martedì con l’analisi dei private banker della Banca Cesare Ponti sulla settimana appena trascorsa e quella in corso dal punto di vista finanziario.

La scorsa settimana sui mercati azionari lo S&P 500 ha oscillato gli scorsi giorni in territorio laterale (-0,07% s/s). Assenza di direzionalità anche per i mercati emergenti e per il Giappone (Nikkei: +0,09%). Meglio i mercati europei (Euro Stoxx 50: +0,62%) e la borsa di Hong Kong (Hang Seng: +1,33%).
Dopo la diffusione dei deludenti dati di Pil Usa relativi al secondo trimestre, molti operatori hanno ulteriormente rivisto al ribasso le probabilità che attribuiscono a un rialzo del Fed Fund Rate nelle prossime riunioni di politica monetaria. Questo contribuisce a spiegare le pressioni ribassiste sperimentate dai decennali Usa e tedesco, e il deprezzamento registrato dal dollaro; le valute emergenti hanno ripreso, in media, ad apprezzarsi nei confronti del biglietto verde.

Per quanto riguarda i dati macro, abbiamo già citato la prima stima della crescita del pil nel secondo trimestre per gli Usa (effettivo: +1,2%; attese: +2,6%; precedente rivisto da 1,1% a 0,8%). La Fed, dopo la riunione del 27 luglio, ha descritto i «rischi di breve termine alle prospettive di crescita», legati all’evoluzione del contesto esterno, come «in diminuzione».
In Giappone il governo ha annunciato un pacchetto di stimoli fiscali del valore complessivo di 273 miliardi di dollari. La banca centrale giapponese ha invece reso noto di aver innalzato il suo budget annuale per l’acquisto di ETF da 3,3 a 6 trilioni di yen. Si tratta di una serie di misure di politica economica finalizzate principalmente a ridurre le pressioni deflattive e a sostenere l’attività economica.
Nell’area euro a luglio, l’indicatore di fiducia economica della Commissione Europea ha registrato una accelerazione, a evidenza del fatto che gli effetti della Brexit sull’attività economica sono ancora contenuti, e confinati principalmente in Gran Bretagna.

Che cosa guardiamo questa settimana:
Negli Usa sono attesi i dati di luglio su ISM manifattura (cons.: 53,0; prec.: 53,2), non manifatturiero (attese: 56; prec.: 56,5), e i salari non agricoli (cons.: 175k; prec.: 287k). I private banker di Banca Cesare Ponti si attendono indicazioni complessivamente meno vigorose di quelle di giugno, ma compatibili con una traiettoria di crescita moderata.

Riunione Bank of England (4 agosto). La banca centrale inglese nel tentativo di contrastare gli effetti negativi sull’attività economica della Brexit, dovrebbe tagliare il tasso di riferimento, attualmente a 0,50, di 25 punti base. Nonostante il taglio sia probabilmente già scontato dagli operatori, la sterlina dovrebbe continuare a essere soggetta a pressioni ribassiste.

In Cina sono attesi i dati di luglio sulle riserve valutarie (consensus: 3200 miliardi di dollari; prec.: 3205,2) Una loro ulteriore stabilizzazione aumenterebbe le probabilità che l’economia asiatica sperimenti, nel corso dei prossimi mesi, un atterraggio morbido dell’attività economica. Il 2 agosto è prevista una riunione dell’esecutivo per decidere sulle misure di stimolo annunciate da Abe.

Stagione degli utili negli Usa: in settimana, altre 117 società diffonderanno i propri risultati societari, la maggior parte delle quali appartenenti ai comparti consumi non ciclici, energia, finanziari, industriali, utilities e tecnologia. Delle 316 società che hanno diffuso i propri risultati fino ad ora, l’80,7% ha superato le aspettative sugli utili, mentre il 57% quelli sulle vendite. Particolarmente brillanti i risultati del settore healthcare e tecnologia.

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