Gli albergatori liguri hanno poco da sorridere: l’indice di qualità percepita delle strutture alberghiere colloca la Liguria al penultimo posto in Italia. Solo il Lazio fa peggio. Lo rileva il rapporto sul turismo 2016 di Unicredit basandosi sui dati di booking.com.

54 punti su 100 a fronte di una media italiana di 66 e punteggi inarrivabili di Alto Adige (89), Valle D’Aosta (84) e Trentino (78), che occupano i primi tre posti. L’anno scorso la Liguria era quint’ultima ma aveva un punteggio inferiore: 48.

Per quanto riguarda l’offerta ricettiva i dati si riferiscono al 2014: il numero di esercizi è 4.271 (un centinaio in più rispetto al 2013), ma cala il numero di letti totali: 151.715 contro i 154.134 dell’anno precedente (-6,5%) in controtendenza rispetto al dato nazionale (+5,4%). Numeri che valgono il quattordicesimo posto in Italia e il ventesimo per quanto riguarda la dimensione media degli alberghi: 43,7 posti letto per esercizio.

La percentuale degli alberghi sul totale dell’offerta ricettiva è del 34,5% (nel 2013 era il 35,5%), mentre la percentuale di letti sul totale è del 42,5% (42% l’anno precedente). Analizzando quanti sono i letti degli hotel a 4-5 stelle sul totale, la percentuale è molto bassa rispetto all’Italia: 24,2% contro il 36,3%.

In aumento le presenze totali rispetto all’anno precedente: 13,4 milioni (decimo posto in Italia), ma se si guarda la serie storica 2014-2009 il calo è del 3,4% (mentre l’Italia cresce dell’1,9%). La parte del leone la fa ancora l’estate, con oltre la metà delle presenze concentrate nei tre mesi più caldi.

I liguri però viaggiano poco nella propria Regione: l’indice di gravitazione turistica è del 12,3%. (continua dopo la gallery)

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La spesa dei turisti stranieri aumenta a 1,51 milioni (settimo posto in Italia), ancora basso il grado di internazionalità ossia l’incidenza delle presenze straniere su quelle totali: 39,5% contro il 49,4% nazionale. I principali mercati esteri di provenienza sono Germania (20,9%), Svizzera (11,1%) e Francia (10,9%).

Le presenze alberghiere sul totale incidono ancora molto: per il 68,8%, eppure soltanto il 47% degli hotel liguri è presente su una bed bank (fonte booking.com), contro il 69% del Trentino, o il 68% della Campania, un segnale che merita comunque una riflessione, soprattutto alla luce della bassissima incidenza di grandi gruppi alberghieri nel nostro Paese.

Guardando la “torta” ligure nel 2014, la provincia di Savona cresce ancora sulle presenze rispetto alle altre: 38,5% (era 37,7%), aumenta anche Genova con il 26,3% (era 26,1%), Imperia cala al 21,2% (era 22,4%), La Spezia sale al 14% (era il 13,8%).

L’ultimo dato sul valore aggiunto di alloggi e ristorazione si riferisce al 2013 e segna un calo generico: 888 milioni di euro (undicesimo posto in Italia) contro i 925 milioni dell’anno precedente, il 4,9% della quota del valore aggiunto regionale. Gli occupati sono calati: 46.594 (decimo posto in Italia) contro i 48.024 del 2013, il 10,6% della quota regionale.

Il focus sul turismo crocieristico evidenzia che nel 2014 Savona, quarto porto per traffico dopo Civitavecchia, Venezia e Napoli, ha retto rispetto all’anno precedente (939.038), Genova ha perso il 21,6% di imbarcati, sbarcati e in transito (824.109), mentre La Spezia sta entrando prepotentemente nel mercato con 483.563 (+126,1%), risultando il nono porto italiano.

La presenza sui social network è discreta: su Facebook la Liguria è settima per numero di fan con oltre 113 mila (dato all’ottobre 2015), ma è quarta per numero di interazioni, su Twitter è nona con oltre 11 mila, ma quinta per interazioni. È ottava su Instagram per numero di follower (cinquemila) ma quarta per interazioni.

 

 

 

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