È stato varato, a largo del porto di Savona, un progetto che unisce ricerca e conservazione ambientale. L’obiettivo è quello di salvare i cetacei del mar Ligure dalle collisioni con le navi.

Si chiama “Whalesafe” ed è stato cofinanziato dall’Unione Europea attraverso il programma Life+, che vede un partenariato composto dall’Università di Genova, Costa Edutainment, la Direzione marittima di Genova, la Capitaneria di porto di Savona e la Softeco Sismat di Sampierdarena.

Si tratta di un sistema di quattro boe ipertecnologiche, due ancorate sul fondale e due in superficie. Insieme saranno in grado di captare la presenza di cetacei nelle vicinanze e segnalarlo alla Capitaneria, che darà alle navi in transito una serie di direttive da rispettare. A queste sarà imposto di non transitare in un raggio di 100 metri dal cetaceo; nel raggio di 500 metri avranno l’obbligo di navigare a una velocità ridotta (massimo 6 nodi), mentre in un’area di tre miglia dovranno comunque prestare attenzione.

Secondo gli studi dei ricercatori, circa l’8 per cento degli esemplari monitorati nel Santuario dei cetacei (compreso tra le coste toscane, il Mar ligure e la Costa azzurra) presenta ferite imputabili a scontri con imbarcazioni. Accade soprattutto quando gli animali tornano in superficie per respirare, dopo immersioni che durano fino a 50 minuti. Anche per questo l’Unione europea si è impegnata a finanziare al 50 per cento i quasi 2 milioni di euro del progetto, che è iniziato questa settimana col varo delle boe e che avrà una durata triennale.

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