Nessun rischio per la salute pubblica dopo la fuoriuscita di greggio dall’oleodotto in Valpolcevera: è quanto confermato dalla Asl3 genovese sulla base dei risultati delle misurazioni effettuate “in fase di prima emergenza” da Arpal e pubblicate, a disposizione della cittadinanza, sul sito dell’Agenzia.

Dalla serata di domenica 17 e fino a lunedì 25 aprile, in collaborazione con la Città Metropolitana competente per la qualità dell’aria e con la Asl in relazione alle valutazioni sanitarie, i sei tecnici di Arpal, divisi in tre squadre, hanno effettuato le misure lungo tutto il tratto interessato dallo sversamento, dal Rio Pianego fino alla foce del torrente Polcevera (circa 4,5 km), nelle zone che di volta in volta sono state ritenute critiche per la presenza di idrocarburi, per la presenza di popolazione esposta o perché erano in corso particolari attività di movimentazione di materiale contaminato.

È stato utilizzato uno strumento (il Draeger X-am 7000 dotato di 5 sensori per la misura di diversi inquinanti) che rileva simultaneamente e in continuo le sostanze organiche volatili (Sov) e l’idrogeno solforato. In altri 9 punti sul territorio, invece, grazie al posizionamento di campionatori passivi della Città Metropolitana, i tecnici hanno potuto effettuare riscontri in materia di qualità dell’aria e, in particolare, in relazione alle concentrazioni di benzene, toluene e altre sostanze organiche. All’interno della finestra di monitoraggio, durata alcune ore al giorno, sono stati rilevati – in alcuni minuti – valori nell’ordine di poche parti per milione. Tutti i valori sono stati trasmessi quotidianamente alla Asl e al sindaco di Genova.

A conclusione delle operazioni è emersa l’assenza di rischi per la salute pubblica, certificata dalla Asl3, nonostante la presenza di alcune sostanze in una concentrazione tale da poter creare fastidi alle persone con maggiore sensibilità. Durante l’emergenza, Arpal ha impiegato complessivamente più di 30 tecnici che hanno effettuato monitoraggi dell’aria, operazioni di polizia giudiziaria per conto della Procura della Repubblica, interventi di geologia con laser scanner per una ricostruzione tridimensionale del terreno interessato dallo sversamento, campionamenti di macrobenthos (insetti e larve che vivono lungo torrenti) per valutare un eventuale impatto dell’incidente su biodiversità, campionamenti di acqua dolce nei rivi Pianego e Fegino e nel torrente Polcevera, campionamenti in mare entro e oltre la diga foranea, campionamenti a Pegli e a Savona dove si sono verificati gli spiaggiamenti di idrocarburi, simulazioni modellistiche marine per valutare eventuali spostamenti delle chiazze di greggio in mare, previsioni meteo e idro di dettaglio sulla Valpolcevera per le giornate di venerdì 22, sabato 23 e domenica 24 per valutare le l’intensità delle perturbazioni e il loro possibile effetto al suolo. A partire da queste ore e nelle prossime settimane il personale specializzato di Arpal effettuerà il lavoro analitico sui dati, con finalità soprattutto legali legate all’indagine in corso.

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