I pescatori di Sanremo tornano sulla “fossa del cimitero”, a cavallo del nuovo confine Italia-Francia. Forti dell’intervento diplomatico che ha tutelato, per ora, lo status quo, alcune barche della flottiglia sanremese provano a salvare una stagione di pesca finora da dimenticare.

Le rotte sono tracciate dai satelliti e visibili sui siti internet di settore (vesselfinder.com). Proprio in queste ore sono almeno due le barche da pesca italiane a caccia di gamberi tra Mentone e Ventimiglia. Nei giorni scorsi gli stessi pescatori avevano ribadito i propri timori, legati alla presenza delle motovedette d’oltrefrontiera che pattugliano l’area. Ma da ieri hanno rotto gli indugi e sono tornati sulle fosse più pescose, quelle dove si concentrano i gamberoni nel periodo invernale.

Nel frattempo si moltiplicano dichiarazioni, interrogazioni e ordini del giorno da parte politica. L’assessore regionale Gianni Berrino, sanremese, sottolinea oggi l’importanza turistica del prodotto: «C’è tutta una filiera che non è soltanto di pesca, ma comprende i ristoratori, una parte dell’immagine turistica dell’agroalimentare che rischia di essere compromessa». La politica regionale continua a chiedere un incontro con il ministro Gentiloni (ordine del giorno Lega Nord), o a chiedere a tutti gli enti competenti di attivarsi per scongiurare gli effetti del futuro accordo (Fratelli d’Italia). I sindaci di Sanremo e Ventimiglia hanno già manifestato contrarietà alla nuova definizione dei confini, che non tutela le attività economiche dei pescatori e il prodotto tipico “Gambero di Sanremo”. La senatrice Donatella Albano, dopo aver interrogato il ministero degli Esteri, ha invitato però i sanremesi ad migliorare la tutela dei gamberi con un marchio Igp (ad oggi esiste solo una De.Co). In Europa, invece, l’europarlamentare Renata Briano, vicepresidente della commissione pesca a Strasburgo, ha interrogato la Commissione europea sollevando conflitti tra la nazionalizzazione delle acque territoriali e piattaforme continentali con le competenze europee in ambito di pesca.

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Il trattato, come precisato anche dal presidente della commissione agricoltura della Camera Luca Sani, per quanto riguarda i confini tra Liguria e Regione Paca riflette il principio della linea mediana di equidistanza rispetto alle linee di costa, a differenza dell’arcipelago toscano a cui sono state riconosciute le circostanze speciali (come da principi affermati nella convenzione di Montego Bay del 1982) e di un tratto di mare tra Corsica e Sardegna dove era già in vigore un precedente accordo del 1986. Le consuetudini dei pescatori liguri sono state invece scartate in sede di negoziato e firma dell’accordo. Il ministero degli esteri ha comunque chiarito che prima della ratifica saranno valutati tutti i possibili elementi integrativi, le osservazioni del parlamento e delle amministrazioni interessate.

Per approfondimenti: Accordo Italia-Francia

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