La passione per l’agricoltura e quella per la cultura e la storia dell’arte studiate all’Università di Pavia, hanno spinto Valentina Di Franco a prendere in mano le redini dell’omonima azienda agricola, fondata da papà Paolo in località Vignale, in provincia della Spezia, nel 2008. 29 anni, neoeletta presidente di Coldiretti Donne Impresa La Spezia, Di Franco conduce l’attività insieme al padre, da cui riceve insegnamenti e assorbe un grande bagaglio di esperienza e, contemporaneamente, si tiene aggiornata seguendo diversi corsi. «A breve inizierò anche quello per la certificazione per la degustazione di oli – precisa Di Franco – mio padre già la possiede, ma sarebbe utile anche per me». Proprio l’olio è il prodotto di punta dell’azienda agricola, con 500 piante distribuite su 1,65 ettari di terreno (su un totale di tre ettari). Si tratta per la maggior parte di piante storiche: «L’età media è di 50-60 anni», precisa.

Proprio il 2015 è stato l’anno del primo utilizzo del nuovo frantoio aziendale, acquistato grazie agli incentivi del Psr (Piano di sviluppo rurale) e dedicato esclusivamente all’uso proprio: «Questa è stata una buona annata per le olive, dal punto di vista quantitativo e qualitativo – spiega Di Franco – A differenza dell’anno precedente, falcidiato dalle continue piogge estive e dai danni della mosca, nel 2015 abbiamo prodotto trenta quintali di olio». L’azienda effettua solo vendita diretta e vorrebbe presto chiudere l’intero ciclo produttivo acquistando anche il macchinario per l’imbottigliamento: «Abbiamo previsto questo acquisto nel 2017 o eventualmente l’anno successivo». Anche perché, al momento, padre e figlia sono impegnati in lavori molto impegnativi: «Stiamo concludendo la ristrutturazione di un rustico di fine Ottocento di nostra proprietà – dice l’imprenditrice – Confidiamo di inaugurare, in primavera o al massimo inizio estate, il nuovo agriturismo: è stato un vero parto a causa dei vincoli paesaggistici del territorio. Ma finalmente vediamo la luce in fondo al tunnel».

E proprio l’agriturismo sarà il volano per lanciare un nuovo progetto turistico a 360 gradi: «Facendo leva anche sui miei studi e le mie passioni storiche e culturali – racconta Di Franco – vorrei creare una sorta di pacchetto completo dedicato al turista, in modo che possa vivere un’esperienza unica e completa, apprezzando non solo il paesaggio e il cibo della nostra terra, ma anche la storia, la cultura, le tradizioni e il folklore. Il territorio spezzino e la Liguria in generale è ricca di tutta questa conoscenza e trasmetterla è secondo me il modo giusto per fare turismo». Quello che manca è il concetto multifunzionale dell’agricoltura: «Partire dalla terra per arrivare a una ricezione turistica più completa, offrendo al visitatore quanto c’è di bello e buono nella nostra provincia», aggiunge.

Proprio le Cinque terre sono l’esempio classico di ciò che intende Di Franco: «Qui il tipico turista arriva per una notte e il giorno dopo riparte, godendosi solo il buon cibo e il paesaggio. Sarebbe bello potergli offrire qualcosa di più». Un buon punto di partenza per l’azienda agricola è il suo posizionamento “strategico”: «Ci troviamo lungo il sentiero che collega Lerici a Bocca di Magra, inserito nella Rete escursionistica ligure, sulla quale è stato fatto molto in chiave di rinnovo», precisa Di Franco.

Anche per il recupero del rustico sono state importanti le risorse del Psr, come spiega Valentina Di Franco: «Abbiamo aderito a due misure: da quella per l’insediamento dei giovani abbiamo ricevuto 40 mila euro, mentre per lo sviluppo aziendale 90 mila. Ovviamente hanno coperto solo parte dell’investimento totale».

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